In un tempo in cui la vita dei più giovani si svolge sempre più spesso dietro uno schermo, parlare di sicurezza, legalità ed emozioni online non è più un’opzione, ma una necessità. È partendo da questa consapevolezza che al Liceo Scientifico “Filippo Masci” di Chieti si è svolto il progetto pilota “Cittadini Digitali Consapevoli”, un percorso formativo che ha coinvolto studenti e docenti nelle giornate del 9, 10, 11 e 15 dicembre.
L’iniziativa, inserita nei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento, ha messo attorno allo stesso tavolo mondi diversi ma complementari: i Maestri del Lavoro, la Polizia di Stato e uno psicologo clinico. Un’alleanza educativa pensata per accompagnare i ragazzi dentro le complessità del digitale, aiutandoli a comprenderne le opportunità ma soprattutto i rischi, spesso sottovalutati.
Il progetto ha scelto un approccio diretto e concreto, lontano dalle lezioni frontali tradizionali. Tre moduli, ciascuno di due ore, hanno guidato gli studenti in un percorso che ha intrecciato regole, tecnologia ed emozioni.
Si è partiti dal quadro normativo, con l’intervento della Questura di Chieti e del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica “Abruzzo”. Un incontro che ha avuto il merito di chiarire, senza giri di parole, che ciò che accade online ha conseguenze reali. I ragazzi hanno scoperto che la responsabilità penale può scattare già a 14 anni e che anche un gesto considerato “uno scherzo” può trasformarsi in un reato, con ricadute penali ed economiche importanti. Attraverso casi reali, raccontati in forma anonima, è emerso con forza quanto la prevenzione sia fondamentale e quanto la rete non sia affatto uno spazio senza regole.
Il secondo momento è stato dedicato alla sicurezza informatica e ha catturato l’attenzione degli studenti mostrando il volto più concreto del cybercrime. I Maestri del Lavoro hanno illustrato scenari reali di truffe online, phishing, furto di dati e attacchi informatici, soffermandosi anche sull’uso dell’Intelligenza Artificiale per ingannare le vittime, come nel caso delle chiamate che simulano la voce di un familiare. Temi che hanno colpito particolarmente i ragazzi, abituati a considerare smartphone e account digitali come qualcosa di sempre disponibile e al sicuro. La possibilità di perdere dati, accessi e persino risorse economiche ha reso evidente quanto sia fragile l’identità digitale se non adeguatamente protetta. Non sono mancati consigli pratici: dalle buone abitudini per la gestione delle password ai backup periodici, fino all’attenzione verso email e dispositivi sconosciuti.
Il percorso si è poi spostato su un piano più intimo e umano con il modulo dedicato al cyberbullismo, guidato da uno psicologo clinico. Attraverso video-testimonianze e attività esperienziali, gli studenti sono stati invitati a mettersi nei panni delle vittime, ma anche a riflettere sulle motivazioni e sulle fragilità di chi agisce come cyberbullo. La condivisione delle emozioni, la costruzione di una “nuvola di parole” e il lavoro di gruppo hanno creato momenti di forte coinvolgimento, in cui termini come paura, solitudine, cattiveria e insicurezza hanno preso forma concreta. Un’esperienza che ha lasciato il segno, favorendo empatia e consapevolezza.
I risultati hanno superato le aspettative. I questionari di valutazione hanno restituito un giudizio molto positivo, con una media di 4,47 su 5. Gli studenti hanno apprezzato soprattutto il confronto diretto con professionisti del settore, le testimonianze reali e l’approccio interattivo. Molti hanno espresso il desiderio di proseguire il percorso, chiedendo più tempo e ulteriori incontri di approfondimento.
Il progetto “Cittadini Digitali Consapevoli” non si ferma qui. L’esperienza del Liceo Masci rappresenta un modello replicabile, che i Maestri del Lavoro intendono portare anche in altri istituti. Un esempio virtuoso di come scuola, istituzioni ed esperti possano collaborare per formare giovani più attenti, responsabili e capaci di vivere il digitale non come una zona franca, ma come uno spazio comune da rispettare.
Perché, come è emerso con chiarezza durante il percorso, ogni comportamento online ha un peso. E la consapevolezza è il primo passo per costruire una comunità digitale più sicura, più giusta e più umana.
