Chieti: Sinistra Italiana chiede le dimissioni di Ferrara

Chiedono le dimissioni del sindaco Diego Ferrara per il Piano di riequilibrio e per la vicenda Teateservizi, Gennaro Garofalo, Segretario città di Chieti, e Michele Marino, Vicesegretario provinciale Sinistra Italiana. Di seguito pubblichiamo il comunicato stampa a firma dei due esponenti politici.
“La Corte dei Conti ha certificato che il piano di riequilibrio predisposto dalla Giunta del capoluogo non aveva i piedi per camminare. Il Tribunale fallimentare, da parte sua, ha bocciato la proposta di concordato predisposta da Teateservizi, società di proprietà comunale.
Insomma è stato messo per iscritto che la Giunta Ferrara non è stata capace di porre rimedio alla grave situazione debitoria di Comune e società.
Certamente i debiti dei due enti sono da addossare per la quasi totalità alla cattiva amministrazione delle due Giunte Di Primio e della dirigenza di Teateservizi (politica ed amministrativa) anteriore al 2016. Ovvero, della gravità della situazione non è responsabile la Giunta Ferrara.
Però è altrettanto evidente che chi oggi sta al governo della città ha fallito nel suo obiettivo politico.
Se pure va obiettivamente riconosciuta la difficoltà di gestire un Ente complesso con pochi soldi e pochissimo personale, allo stesso tempo va detto con chiarezza che quello che è stato fatto per dare soluzione ai problemi è stato fatto male: rinvii, confusione, dannosi litigi interni, scelte inopportune.
Se si fosse dichiarato il dissesto appena certificati i debiti (pochi mesi dopo le elezioni) l’ammontare complessivo dello stesso si sarebbe ridotto del 40% (anche se, purtroppo, a danno dei creditori). Lo si dovrà fare adesso. Ma tardi e con più debiti e disfunzioni accumulati.
Se si fosse ristrutturato il personale di Teateservizi, prendendo atto di quanto messo per iscritto dall’ex direttore Antonio Barbone, e se parcheggi e cimitero non fossero stati affidati precariamente, pagati in ritardo e male, oggi la situazione sarebbe diversa.
Conclusione: chi non è stato capace di affrontare i problemi ha il dovere di farsi da parte e di lasciare che altri provino a fare quello che non si è stati capace di fare.
Le dimissioni del sindaco sarebbero innanzitutto un atto di onestà intellettuale”.

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