Pubblichiamo di seguito il comunicato della consigliera comunale di Chieti Serena Pompilio di Azione politica.
Bloccata da 6 mesi la Mozione sulla sicurezza in città e l’amministrazione Ferrara rimane silente al punto di rifiutarsi di analizzare la problematica arrivando, addirittura, a non presentarsi alla riunione del rione Madonna del freddo. Assistiamo ogni giorno all’aumento di casi in città di furti e di violenze nei locali della movida teatina con sollecitazioni che provengono dai cittadini e dalle associazioni che rimangono senza risposte. Ennesima prova ne è la petizione firmata dal comitato Levante di Chieti e l’allarmismo nel quartiere di Brecciarola. Senza mettere minimamente in discussione l’operato delle forze dell’ordine sempre presenti e puntuali sul territorio, manca però completamente l’attenzione dovuta da parte del Comune che arriva ad avere comportamenti ostruzionistici. Ho presentato a settembre una mozione sulla sicurezza in città che prevede una partecipazione attiva da parte del Comune che doveva essere di ausilio tecnico al Sindaco. Mozione che, da regolamento, doveva essere discussa in consiglio comunale alla prima seduta utile ed invece è stata bloccata per mesi senza motivazione alcuna se non quella dell’ostruzionismo alla dialettica. Quante volte il sindaco di Chieti ha chiesto di sua iniziativa di trattare il tema sicurezza in seno al comitato di ordine e sicurezza? Quante e quali iniziative ha proposto su quel tavolo? E soprattutto dove sono le telecamere in città? Queste sono le risposte che deve dare alla cittadinanza invece di bloccare iniziative legittime al pari di Pescara, L’Aquila e Teramo dove non hanno nascosto la problematica sotto la sabbia. Il compito del politico è quello di recepire le richieste provenienti dalla società civile e di mettere in campo misure idonee dopo averle analizzate e non quello di trovare sistematiche scuse per nascondere una incapacità cronica. Il dato certo è che Chieti non è più “la città della camomilla”. Senza minimamente voler mettere in dubbio la competenza e la professionalità delle forze dell’ordine che da sempre hanno svolto un lavoro capillare, attento e puntuale sul territorio cittadino nel quale confido senza remore, è chiaro però che il tema della sicurezza va allargato e sostenuto. Esiste sì il comitato di ordine e sicurezza presieduto da sua eccellenza il Prefetto ma credo fermamente che il Sindaco debba dare un contributo più fattivo sulla sicurezza che vada oltre la sua semplice partecipazione istituzionale. Alla luce dei plurimi episodi necessitano da parte dell’amministrazione comunale indirizzi più specifici ed al passo con le esigenze della collettività. Parlo di finanziamenti per i sistemi di video sorveglianza (inesistenti), controlli da parte della Polizia municipale, progetti sul bullismo e sulla violenza di genere, coordinamento con la ASL, approfondimento di tematiche e soluzioni da portare come organo comunale pro attivo al tavolo tecnico prefettizio già esistente. Da TUEL il Sindaco ricopre il ruolo di primo responsabile della sicurezza dei cittadini e in tal senso deve dettare delle linee di indirizzo ben precise che ad oggi non ci sono. Chiedo l’immediata istituzione di un tavolo tecnico comunale di supporto per le attività da conseguire in tema di sicurezza in città che spazino dalle baby gang, alla violenza di genere, alle risse notturne nei locali della Movida scalini, sicurezza finanziaria, indirizzi specifici che siano preventivi (telecamere, progetti nelle scuole, controllo da parte della polizia municipale) e di monitoraggio comunale delle problematiche. Chiedo che il Sindaco si assuma le responsabilità di fronte alle nuove tematiche preventive sulla sicurezza in città al passo con i tempi e con i fatti di cronaca e che sia promotore di quella sicurezza partecipata di cui tanto si parla. Conosce il sindaco la sicurezza partecipata? Quanto ancora si vuole continuare a bloccare la Mozione sulla sicurezza in città da me presentata? Poi però sostengono che non gli viene offerta una mano ma che si fa solo opposizione!
