La giornata del 28 settembre 2024 con il convegno “Il Guerriero di Capestrano fra Italici, Etruschi e l’Europa: contesti e modelli a confronto”, svoltosi a Chieti, ha segnato un punto di fondamentale importanza per gli studi sul Guerriero di Capestrano, il reperto italico datato al VI sec a.C. e rinvenuto novanta anni fa nelle campagne abruzzesi. Hanno presieduto ai saluti iniziali il Sindaco di Chieti Diego Ferrara, il presidente di regione Marco Marsilio e direttamente dalla Direzione Musei del Ministero della Cultura, Luca Mercuri; a coordinare la giornata il neodirettore dei Musei Archeologici di Chieti DRM Abruzzo, Massimo Sericola. Questo anniversario è stata l’occasione per approfondire da parte del mondo scientifico nazionale ed europeo, la storia del ritrovamento (con foto e documenti portati dalla soprintendente ABAP CH-PE Chiara Delpino), fra tutela e ricerca storica. Ma anche puntare una luce direttamente sugli scavi e sui loro modelli di rappresentazione, le iscrizioni, e le questioni di identità etnica di cui ha parlato un nume tutelare dell’ archeologia italiana, il professore Adriano La Regina, etruscologo di grande fama, Presidente dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte, già professore di Etruscologia e Antichità italiche alla Sapienza Università di Roma, soprintendente archeologo a Roma dal 1974 al 2004. Naturalmente la figura del Guerriero è stata anche presentata nel contesto dell’ Italia antica, il relazione con i menhir, e con le esperienze estere come quelle degli altri due guerrieri tedeschi, che nel 2000 arrivarono proprio al Museo di Villa Frigerj, i guerrieri di Hischlanden e Glauberg. Di loro ha portato un approfondimento il prof. Alessandro Naso dall’ Università Federico II di Napoli. Altra esperienza presentata quella del Progetto Ars, attivo ormai dal 2020, dell’ Università di Chieti Pescara, che mira a ricostruire un quadro il più possibile completo delle sculture italiche restituite dalla regione, utilizzando approcci e metodologie diverse. Per poi terminare con un argomento tecnico ma di grande importanza: la diagnostica del reperto, con il racconto estremamente interessante della storia delle scoperte, dei restauri, delle analisi tecniche attraverso cui si è arrivati alle evidenze scientifiche odiern e, grazie all’esposizione della prof.ssa Oliva Menozzi e del prof. Silvano Agostini dell’ Univ. D’Annunzio di Chieti Pescara. Al convegno sono intervenuti molti studiosi della regione, ma anche un pubblico più vasto, dimostrando un attaccamento sincero alla mitica figura del Guerriero il reperto che più di tutti ha rappresentato e rappresenta l’Abruzzo, nella sua dignità e fierezza. A termine del convegno gli intervenuti e il pubblico hanno avuto la possibilità di seguire una visita guidata speciale al Guerriero e alla statuaria romana della collezione del Museo di Villa Frigerj a cura della dott.ssa Valentina Belfiore dei Musei Archeologici Nazionali di Chieti.
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