La Giunta comunale di Chieti ha approvato lo schema del Rendiconto della gestione relativo all’esercizio 2025, il primo documento contabile di rilievo che l’Amministrazione, appena insediata, è chiamata a esaminare e che arriverà nelle prossime settimane in Consiglio comunale per l’approvazione, dopo l’analisi in Commissione. Il documento evidenzia un disavanzo di 23,3 milioni per effetto di una norma sopravvenuta sul Fondo anticipazioni di liquidità, ma con le partite correnti in attivo.
Il disavanzo è interamente attribuibile all’obbligatorio accantonamento del cosiddetto Fondo di anticipazione di Liquidità. Si tratta di un debito accumulato dal Comune negli anni tra il 2013 e il 2020, quando si fece ricorso ad anticipazioni di liquidità per circa 27 milioni di euro, mai restituiti. Il conto consuntivo dello scorso anno e il bilancio di previsione si basavano sulla possibilità prevista dalla legislazione in vigore all’epoca. Senonché una norma sopravvenuta nel 2025, si tratta del Decreto legge n. 25 del 13 marzo 2025, ha imposto ai Comuni in dissesto l’obbligo di accantonamento dell’intera somma del FAL e non più soltanto per la quota annuale spalmata. È stata tale innovazione legislativa a determinare il rilevante disavanzo di gestione che, senza quella norma, avrebbe presentato un avanzo di circa 1,6 milioni di euro.
A fronte di tale enorme disavanzo, in situazioni ordinarie sarebbero state necessarie misure di riequilibrio. Nel caso del Comune di Chieti, ciò non sarà necessario, in ragione della previsione di legge che consente comunque il pagamento rateale decennale, che costituisce, appunto, un piano di rientro. Ciò che permane quale elemento di criticità per il bilancio e per l’erogazione dei servizi, è che la gestione corrente continuerà a essere gravata, per i prossimi dieci anni, da una rata annuale di circa 2,3 milioni di euro relativa al FAL, che si somma alle rate dei mutui già in essere, per un onere annuale di circa 6 milioni di euro, poste contabili che gravano i bilanci futuri di oneri molto pesanti. Per tale ragione, l’Amministrazione ha già attivato un’importante interlocuzione con il Ministero dell’Interno, finalizzata a trovare soluzioni straordinarie per affrontare la situazione. Il prossimo 15 luglio è previsto a tal fine un incontro al Ministero dell’Interno con Anci e Mef.
“Il percorso di risanamento sta proseguendo, è ancora lungo e, va detto con onestà, è doloroso – così il sindaco Giovanni Legnini – . Il Comune sta facendo quello che deve, continuando l’opera di riorganizzazione e di risanamento finanziario, in particolare sul fronte delle entrate. Ma è necessario chiedere, e lo faremo già dalla prossima settimana, una modifica del quadro normativo nazionale che tenga conto della specificità e gravità della situazione di Chieti. In tale sede l’adozione di misure straordinarie che consentano al Comune di Chieti di tornare in condizioni di normalità. È una partita aperta, che potrà essere affrontata nella prossima legge di bilancio; per questo chiederò a tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, di farsi carico con senso di responsabilità, delle istanze della città: quello di Chieti è, per complessità, uno dei dissesti più difficili d’Italia; la città ha l’urgente esigenza di uscirne e ritrovare la propria capacità programmatoria e di crescita”.
