Cinque operatori della Polizia di Stato, in servizio presso l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Chieti, risultano indagati nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Chieti.
A renderlo noto è un comunicato stampa firmato dal procuratore della Repubblica Giuseppe Di Florio. Secondo quanto riportato nel documento, l’attività investigativa è stata condotta dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato di Chieti e dall’Arma dei Carabinieri del Comando Provinciale.
L’indagine sarebbe nata in seguito a un arresto effettuato nel corso del mese di aprile per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Proprio nel corso di quell’episodio sarebbero emerse alcune circostanze considerate anomale, sulle quali la Procura ha avviato ulteriori accertamenti.
Gli investigatori stanno ora acquisendo elementi in relazione alla posizione di cinque operatori. Le ipotesi di reato contestate, secondo il comunicato, comprendono truffa ai danni dello Stato, falso ideologico, peculato e omissione di atti d’ufficio. Il fascicolo è attualmente coperto dal segreto istruttorio.
La Procura di Chieti ha inoltre precisato di aver ritenuto opportuno assegnare le indagini ad altri incarichi operativi, confermando al tempo stesso la propria fiducia nella Polizia di Stato, delegata fin dall’inizio alle attività investigative.
Nel comunicato viene infine ribadito un principio fondamentale: il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e ogni eventuale responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi competenti, nel pieno rispetto del contraddittorio tra le parti.
L’inchiesta, dunque, è ancora in una fase iniziale e saranno gli sviluppi investigativi e giudiziari a chiarire definitivamente le singole posizioni degli indagati.
