Franco Zappacosta
Non usa giri di parole. “Oggi ho visto il peggio del peggio”. È furibondo Lello Di Camillo al termine della partita persa dal Chieti Femminile contro la Roma (1-2).
“Non voglio passare per quello che si lamenta sempre degli arbitri perché so bene quali sono i nostri limiti e i nostri problemi, ma la direzione arbitrale toccataci questa volta ha raggiunto vette impensabili. Non l’ho mai fatto ma adesso basta: metterò sui social il filmato della partita così tutti potranno vedere e giudicare”.
Terna tutta della sezione di Pescara. Arbitro donna, Mariapia Campanelli, assistenti Simone De Nicola e Emanuele Russo.
Primo tempo ben giocato dalle neroverdi andate al riposo con il risultato fermo sullo 0-0. Nella ripresa i due gol giallorossi tra il 10′ e il 15′. Il primo su una punizione del tutto inventata “completamente inesistente, sottolineo: completamente” spiega Di Camillo. Proteste delle neroverdi, forse Passeri ha ecceduto ed è stata ammonita. Era diffidata, verrà squalificata. Sulla punizione, indecisione del portiere Cannarsa (che ha sostituito tra i pali l’infortunata Falcocchia messa fuori uso domenica scorsa da una entrataccia non sanzionata). La squadra ha avuto un comprensibile sbandamento e ha subito il raddoppio.
Altra discutibile decisione dell’arbitro il mancato secondo giallo alla numero 10 romana, la già ammonita Coppola, dopo un brutto fallo su Giulia Di Camillo: gamba alzata ad altezza volto. Altro boccone amarissimo mandato giù. Nel finale la bella e orgogliosa reazione delle neroverdi che dopo una traversa di Luisa Esposito hanno accorciato con Carlotta Sacco: 1-2. Forcing per un pari che il Chieti avrebbe meritato. Tutto inutile. L’ultima giusta protesta è costata l’espulsione (rosso diretto) all’allenatore Lello Di Camillo. L’ultima beffa.
Per fortuna domenica c’è un turno di riposo. Si potrà smaltire la tanta rabbia accumulata oggi.
