Crepe nella maggioranza che guida il Comune di Chieti alla vigilia del voto in Consiglio comunale sul Piano di riequilibrio: il gruppo consiliare di Azione Politica ha annunciato che non lo voterà. Di seguito la nota in cui viene annunciata e motivata la decisione. ”Il nostro gruppo politico, a seguito di una riunione tenutasi lo scorso martedì, ha deciso di non votare il piano di riequilibrio e tutti gli atti ad esso prodromici che verranno portati in Consiglio comunale il prossimo giovedì. Abbiamo chiesto all’amministrazione di poter partecipare sia alla fase di ricognizione dei residui attivi e passivi sia di poter dare il nostro contributo alla stesura del piano ricevendo in cambio grande disponibilità a parole ma nessun riscontro in concreto. Avevamo indicato almeno quattro pilastri su cui il piano doveva reggersi ovvero: un aumento delle entrate, una riduzione dei costi che non riguardasse il livello occupazionale dell’Ente, già palesemente carente e che, anzi, necessita di un significativo incremento, un pesante intervento sulla capacità di riscossione dell’ente e, solo nell’eventualità in cui le tre predette misure fossero state insufficienti, un aumento dei tributi e delle tariffe. Inutile dire che di interventi di tale tenore non vi è alcuna traccia nel piano di riequilibrio che si fonda su basi diametralmente opposte a quelle da noi auspicate ovvero: l’aumento enorme dei tributi e delle tariffe, la dismissione del patrimonio immobiliare del comune ed i tagli al sociale. Proprio sotto tale ultimo aspetto riteniamo inaccettabile la volontà dell’amministrazione di revocare l’affidamento degli asili nidi alla Chieti Solidale con la prospettive di affidarne successivamente la gestione a soggetti privati; la nostra città è ormai prossima a scendere sotto il numero delle cinquantamila unità ed il fenomeno dell’esodo delle famiglie giovani verso i paesi viciniori è ben noto. Il servizio di asilo nodo, unitamente al piano di rilancio cittadino, doveva essere strategico per arrestare questo fenomeno e far sì che le nostre vie tornassero ad essere frequentate da cittadini così da generare i tanto auspicati benefici di carattere sociale ed economico di cui la nostra città ed i suoi esercenti hanno tanto bisogno. Tale aspetto, per noi centrale, era stato condiviso in campagna elettorale tanto dal Sindaco Ferrara quanto dalla componente civica ma, anche in questo caso, dobbiamo prendere atto che le belle parole spese allora erano vuote ed esclusivamente finalizzate ad ottenere il consenso elettorale. Centrale era poi il problema della riscossione; abbiamo chiesto di attribuire una delega specifica alla riscossione ad un assessore o ad un consigliere proprio al fine di creare una competenza dedicata ad un punto nodale: ad oggi la Teate Servizi ha una capacità di incasso dei tributi pari a circa il 70% e, senza mettere mano a questo dato, nessun piano di riequilibrio è destinato ad avere successo. Abbiamo chiesto di potenziare l’organico dei funzionari responsabili per la riscossione ottenendo in cambio, anche in questo caso, un fragoroso silenzio. Queste, in estrema sintesi, le ragioni del nostro no: siamo molto dispiaciuti dell’occasione persa dalla attuale amministrazione perché vi era la possibilità di lasciare alla città una riforma che migliorasse l’efficacia e l’efficienza dell’Ente e delle sue partecipate ed invece dobbiamo prendere atto che, con il piano di riequilibrio, sono state fatte scelte semplicistiche che rischiano di condannare definitivamente la città ad un declino perpetuo. Tali scelte, inoltre, si discostano dal mandato elettorale chiaro ed inequivocabile che la città aveva dato a delle forze che si erano proposte in forte discontinuità con la precedente amministrazione: Azione Politica, con questa sofferta decisione, resta fedele a quel mandato accorgendosi, purtroppo, di essere rimasta sola a portare avanti il programma elettorale premiato dai cittadini. Un esponente di maggioranza, nella scorsa seduta della commissione bilancio, ha detto che i provvedimenti che ci si accinge a votare sono in linea con quelli con cui la precedente amministrazione aveva cominciato a porre rimedio alla grave crisi economica finanziaria dell’ente: ecco, è esattamente questo il principio che contestiamo. Se si doveva proseguire sul solco tracciato nel passato si poteva anche confermare l’amministrazione uscente!!! Una cosa deve essere però chiara: le responsabilità di chi ha generato l’attuale situazione dell’Ente sono chiare e la città, con il suo voto, ha dimostrato di averne piena contezza. Da oggi, però, deve essere altrettanto chiara la responsabilità di chi si è proposto quale depositario delle soluzioni alle problematiche cittadine e che quindi non può più trincerarsi dietro l’alibi dei debiti per esimersi da esse: è arrivato il giorno in cui la maggioranza smetta quindi di fare l’opposizione e cominci a comportarsi responsabilmente da maggioranza iniziando a mettere in pratica la sua visione, la sua idea di città, se ne possiede una”.
