di Antonio De Luca
Il Chieti si ritrova a giocare a Campobasso un match che sulla carta sembra essere l’ennesimo crocevia della stagione, l’ulteriore banco di prova per non perdere il treno delle prime.
Nonostante una parte di testa sia a Campobasso, un’altra parte sia al mercato non dobbiamo dimenticarci che fino a pochi mesi fa i neroverdi andavano a giocarsi le partite su campi non all’altezza del necessario blasone.
Da qualche settimana, per ovvi motivi legati alla qualità del gioco, è costante la polemica tra i tifosi sul “Chianese in” e “Chianese out” (sono in percentuali bulgare i secondi), non vado più allo stadio o vado allo stadio (avendo tra l’altro l’abbonamento) come se così facendo si facesse un dispetto ad una società che in fondo i soldi per l’abbonamento li ha già intascati.
Ad oggi questo comportamento sembra, nonostante ripeto il gioco non sia dei migliori, esagerato e credo che i tifosi debbano remare tutti dalla stessa parte ed appoggiare in toto la squadra ed anche il mister che, riconfermato, sembra comunque metterci anima e cuore (non è quello che chiedono spesso le curve ai propri giocatori?).
Del resto, nonostante il gioco espresso, qualche errore iniziale di mercato, qualche giocatore sotto tono o sottolivello inizialmente sperato, la classifica non è assolutamente malvagia specialmente se si butta l’occhio agli ultimi campionati anonimi del Chieti. Sono tanti gli anni a pane ed acqua ed adesso si inizia a vedere qualche pasto decisamente più succulento.
Per questo motivo sarebbe forse opportuno buttare dalla finestra non le stoviglie vecchie come si fa a Capodanno in alcune zone dell’Italia, ma le polemiche e gustarsi un campionato (finalmente) di vertice spingendo i ragazzi dal mister all’ultimo delle “riserve”, applaudendo. Potrebbe non esserci la promozione? Beh, in quel caso, si tenterà il prossimo anno facendo leva sugli errori e sulle eventuali mancanze.
Sperando inoltre di non sentire più i fischi dalla tribuna dopo una vittoria al novantaduesimo seppur con una squadra tra le ultime in classifica in un campionato molto livellato.
foto di Andrea Milazzo
