Chieti, boom di “assenze ingiustificate”: quasi 18mila utenti prenotano e poi non si presentano alle visite Asl

La Asl di Chieti lancia l’allarme: aumentano le prestazioni offerte, anche grazie a remunerazioni aggiuntive per il personale, ma molte sedute restano vuote. Il motivo? Gli utenti prenotano e poi non si presentano, senza nemmeno annullare l’appuntamento. Un comportamento che vanifica gli sforzi organizzativi e economici dell’Azienda sanitaria e penalizza chi aspetta una visita. È quanto emerge da un’analisi condotta dal Servizio Governo Liste d’attesa, che ha messo in relazione – nei primi nove mesi del 2025 – il numero di prestazioni erogate, i pazienti in lista e i casi di “drop out”, ovvero l’abbandono del percorso prenotato.

“I dati in nostro possesso disegnano un quadro sorprendente in negativo – tiene subito a precisare il Direttore generale della Asl, Mauro Palmieri – che rendiamo noti al fine di sensibilizzare i cittadini sulla necessità assoluta di annullare una prenotazione che non si desidera rispettare. Gli appuntamenti che non vengono disdetti producono un danno doppio: rubano un posto che potrebbe essere occupato utilmente da altri utenti e annientano il nostro impegno di potenziamento dell’offerta. A queste condizioni diventa inutile qualunque sforzo a dare di più, è come nuotare controcorrente”.

Secondo i dati, da gennaio a settembre 18.296 utenti non si sono presentati alla visita prenotata e non hanno disdetto, quasi il totale delle 19.334 richieste in lista d’attesa nello stesso periodo. Un fenomeno “sorprendente”, se si considera che la Asl invia un Sms di promemoria una settimana prima dell’appuntamento, con la possibilità di annullare o modificare la prenotazione tramite voce guida, call center, sportelli Cup o sito aziendale. Dall’analisi emerge anche un altro aspetto critico: circa il 20% delle prestazioni in “drop out” riguarda pazienti che, dopo aver segnalato un ritardo rispetto ai tempi di garanzia, hanno ottenuto un nuovo appuntamento anticipato, ma non si sono comunque presentati né lo hanno annullato. Non manca poi chi rifiuta appuntamenti offerti nei tempi previsti perché non gradisce la sede di erogazione.

“L’analisi dei dati di questa fattispecie – sottolinea Giuseppe Vitolla, responsabile del Servizio Governo Liste d’attesa e sistemi di prenotazione – ci dice con chiarezza che il totale delle prestazioni disponibili ma rifiutate è stato pari a 44 mila solo fra quelle monitorate dal Ministero, a fronte delle 19 mila prese in carico in lista d’attesa. Vuol dire che il rispetto dei tempi di garanzia introdotto dalla Classi di priorità perde valore rispetto ad altri elementi di valutazione che attengono in prevalenza al gradimento della sede. Giova ricordare, semmai ce ne fosse bisogno, che obbligo dell’Azienda all’atto della prenotazione è dare la prima data disponibile fra tutte le strutture presenti nel territorio; se poi l’utente ne richiede una in particolare e l’attesa è più lunga dovrà attendere, ma sarà una sua scelta e non una colpa della nostra organizzazione”.

Nonostante le criticità, la Asl di Chieti mantiene un elevato rispetto delle classi di priorità: viene garantita risposta al 95% delle prescrizioni urgenti, al 92% delle brevi, all’84% delle differite e all’83% delle programmate. Quando un appuntamento supera i tempi di garanzia, l’utente viene richiamato entro pochi giorni e ricollocato in anticipo grazie ai posti liberati dalle rinunce.

Proprio per questo, l’appello dell’Azienda è chiaro: annullare gli appuntamenti non più necessari è un gesto di responsabilità verso la collettività e permette di migliorare l’efficienza del sistema sanitario pubblico.

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