La Cgil di Chieti e la Fp Cgil di Chieti esprimono la loro preoccupazione per il mancato funzionamento dei consultori, che rappresentano un fondamentale strumento di prevenzione e sostegno per le donne, soprattutto in situazioni di difficoltà. È cruciale riproporre con forza l’importanza di garantire queste strutture affinché ogni donna possa avere scelte consapevoli e informate riguardo alla propria maternità. In particolare, chiediamo chiarimenti sull’applicazione della legge 194 del 22 maggio 1978, relativa alla tutela della maternità e all’interruzione volontaria di gravidanza. Mesi fa, come Organizzazione Sindacale, abbiamo richiesto dati specifici riguardanti il personale in servizio, in particolare gli obiettori di coscienza, e l’applicazione della normativa nei consultori e presidi del nostro territorio. Purtroppo, non abbiamo ricevuto alcun riscontro nonostante i nostri ripetuti solleciti. È fondamentale disporre di queste informazioni per effettuare le opportune valutazioni su un servizio che deve essere garantito nella nostra provincia e regione. Non possiamo permettere che emergano situazioni critiche, come quella che ha recentemente colpito una giovane donna, portando giustamente l’attenzione mediatica sulla questione. Invitiamo le istituzioni competenti a un confronto costruttivo e a fornire le informazioni necessarie per tutelare i diritti delle donne e garantire un servizio essenziale per la salute e il benessere della comunità.
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