“La vicenda della casa dello studente di Chieti è emblematica di una gestione che mette a rischio visioni e progettualità fondate sulla ricchezza materiale e immateriale dei nostri Atenei. Occorre fare chiarezza, per garantire i diritti degli studenti e una gestione strategica del territorio e dei suoi enti”. Così Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana, anche alla luce degli ultimi retroscena.
“E’ notizia delle ultime ore che l’Ater, che dipende dalla Regione, non avrebbe sottoscritto alcuna convenzione con ADSU, l’azienda per il diritto alla studio universitario dell’Abruzzo, per includere gli alloggi della inaugurata casa dello studente in via Gran Sasso (inaugurata dallo stesso Marsilio in piena campagna elettorale a febbraio 2024) tra gli alloggi deputati ad accogliere gli studenti beneficiari delle nostre università – precisa Edoardo Raimondi, capogruppo consigliare AVS al Comune di Chieti -. Su che basi, allora, il presidente dell’Ater Tavani, dello stesso partito di Marsilio, ha parlato in queste ore di pochissime richieste per alloggiare in via Gran Sasso, in assenza della convenzione stessa e nonostante i ripetuti solleciti dell’ADSU? Su che basi la destinazione d’uso della casa dello studente si vorrebbe in qualche modo cambiare, perdipiù senza confronti con le istituzioni coinvolte e con la città di Chieti? Tavani da dove avrebbe preso questi dati relativi alle manifestazioni di interesse degli studenti in assenza, fino a oggi, di convenzioni sottoscritte con ADSU?”
Inoltre, è di poche ore fa la risposta della stessa Regione alla richiesta della Chieti calcio interessata all’uso di quegli alloggi, in contrasto con le finalità dell’Ater, come messo nero su bianco da deliberazioni e norme:
“La Giunta regionale, con propria deliberazione n. 564/2012, ha stabilito che la gestione dell’immobile da parte dell’ATER deve essere finalizzata esclusivamente all’accoglienza studentesca, nel rispetto dei requisiti e delle condizioni definite dall’ADSU di Chieti in coordinamento con ATER; l’immobile in oggetto, pertanto, è stato realizzato e destinato a servizio del diritto allo studio universitario.
La normativa di riferimento (L. 390/19911; L.R. Abruzzo n. 78/19782 e ss.mm.; D. Lgs. 68/20123, art. 5) impone che tali strutture siano riservate a garantire l’accesso agli studi mediante l’erogazione di servizi abitativi a studenti muniti dei prescritti requisiti di merito e reddito, e con canoni calmierati. Pertanto, la destinazione funzionale è vincolata e non appare suscettibile di modificazioni nei sensi prospettati da codesta Azienda”.
“Tutto questo getta una ulteriore opacità sulla vicenda e sugli indirizzi strategici che la Regione, competente in materia, avrebbe dovuto perseguire a beneficio della città di Chieti e di un progetto lungimirante per essa, come necessario quando si parla di Chieti città universitaria – aggiunge Raimondi-. Quali sono le vere intenzioni della Regione, in questo marasma di carteggi e di botta e risposta tra enti di competenza della stessa Regione Abruzzo a targa fratelli d’Italia e centrodestra?”.
“Sosteniamo le azioni richieste in commissione vigilanza della Regione, affinché si faccia luce su questa oscura vicenda che mina futuro e progettualità per Chieti città universitaria e per una vastissima porzione di territorio del nostro Abruzzo, tra gli ultimi posti in Italia per numero di alloggi universitari”, avverte infine Licheri.
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