Slitta di un mese esatto la partenza del tracciamento del primo blocco Ortona – L’Aquila. Mancano all’appello, infatti, otto dei 24 protocolli d’intesa inviati mesi fa alle amministrazioni comunali al fine di rendere tutti partecipi di questo grande evento. “È un problema per il tracciamento” afferma il vice-presidente dell’associazione “La storia in cammino” Francesco Bernabeo, “Senza firma del protocollo non si sa se i sindaci siano favorevoli o no, non c’è sicurezza del tracciato, di un posto tenda, di nulla. A questo aggiungiamo che siamo ad agosto, periodo generalizzato di ferie. Abbiamo pensato e voluto il tracciamento come un grande evento con i comuni e per i comuni, ma se i comuni non ci sono che lo facciamo a fare?”. Perplessità legittime se si pensa che la fruibilità del cammino dipende da questo primo, importantissimo passo, e che se ogni traccia non viene verificata sul campo nessuno può avventurarsi a percorrerla ignorando cosa troverà.“Servono macchine di supporto, attrezzatura specifica, professionisti. Possono esserci frane, smottamenti, ostacoli di ogni tipo sul percorso.” dice Bernabeo, “Per questo è importante percorrerlo prima, capire, avere il tempo nell’eventualità di tracciare nuove strade. In questo i comuni sono fondamentali: loro hanno il polso del territorio, conoscono la condizione delle strade, sanno dove poter far dormire le persone in sicurezza. Se non c’è un rappresentante istituzionale il tracciamento diventa un’avventura fine a se stessa, e perde il carattere promozionale e di coesione territoriale a cui noi tanto teniamo”. Si è deciso quindi di rimandare di un mese, cercando nel contempo altri sponsor che possano supportare in questa avventura l’associazione, che nata solo sei mesi fa porta avanti con ostinazione e caparbietà l’ambizioso progetto del cammino più lungo del mondo. E in sei mesi hanno raccolto un discreto numero di seguaci e follower.“Sappiamo che è difficile, persino temerario, ma noi ci teniamo tantissimo” dicono tutti i soci dell’associazione, “per noi è importante raccontare e far conoscere a quante più persone possibile Margherita d’Austria, la sua storia, il suo operato, che tanto hanno inciso sull’Abruzzo, e vogliamo farlo insieme alle amministrazioni. Abbiamo professori, studiosi, istituzioni, appassionati che ci seguono e ci incoraggiano, e dalla nostra pagina Facebook (il cammino di Margherita) raccontiamo quotidianamente quel che facciamo, la fatica, l’impegno e la gioia nel portare avanti un progetto del genere. Abbiamo sindaci che ci hanno portato in giro sulle loro auto, orgogliosi di farci vedere le bellezze del loro territorio, ed è a questo orgoglio che noi facciamo appello, affinché sempre più persone possano innamorarsi delle terre abruzzesi. Non abbiamo nulla da invidiare ad altri luoghi più noti, e in passato siamo stati importanti per le sorti d’Europa. Perché non esserlo ancora? Offriamo visibilità, promozione turistica, ricadute economiche. Cose importanti!” dicono.
Ed è difficile non sorridere e non farsi coinvolgere ascoltandoli parlare di una nobildonna del Cinquecento che loro considerano contemporanea come la signora del piano di sopra. E non è solo passione per la storia. È orgoglio, senso di appartenenza, amore per la propria terra, volontà di lasciare un’impronta da qualche parte che racconti che sì, si è vissuto per uno scopo e con uno scopo. Quello di far sì che da qualche parte ci siano delle orme impresse sul territorio: una che guarda verso il passato e una rivolta al futuro.
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