CAI Chieti: una comunità che cresce, tra tradizione e rinnovamento

Il Direttivo della Sezione di Chieti del Club Alpino Italiano, presieduto da Marco Grilli, guida l’associazione nel solco di una tradizione ultracentenaria dedicata alla promozione della conoscenza, della tutela e della frequentazione consapevole della montagna. Sotto la sua direzione, il CAI Chieti continua a rappresentare un punto di riferimento per gli appassionati di escursionismo, alpinismo e ambiente, con particolare attenzione alla sicurezza, alla formazione e alla valorizzazione del territorio abruzzese.
L’impegno del Direttivo è rivolto non solo allo sviluppo delle attività outdoor, ma anche alla diffusione dei valori fondanti del CAI: rispetto per la natura, responsabilità individuale e spirito di condivisione. Attraverso iniziative culturali, corsi, escursioni e progetti di tutela ambientale, il Direttivo lavora per rafforzare il legame tra la comunità e la montagna, promuovendo un approccio accessibile, responsabile e sostenibile per tutti.
Il Direttivo della Sezione di Chieti è così composto:

Presidente: Marco Grilli

Consiglieri: Davide Bonelli, Francesco Bonomo, Marcello Borrone, Gianni Dal Buono, Piero Marino, Claudia Marrone, Giorgio Micoli, Alessio Susi.
Abbiamo incontrato il Presidente Marco Grilli, che ci ha raccontato il significato che il CAI ha per lui e il percorso che lo ha portato alla guida della sezione, illustrando anche le priorità, i progetti e la visione futura del CAI Chieti.

Presidente Grilli, che cosa rappresenta per lei il CAI e come è diventato Presidente?
Ringrazio per questa domanda perché mi permette di tornare indietro nel tempo. Quest’anno ho raggiunto i 25 anni di appartenenza al CAI, un traguardo importante che viene riconosciuto anche con un piccolo distintivo dorato, simbolo di fedeltà all’associazione.
All’inizio mi ha spinto soprattutto il desiderio di condividere la montagna con persone appassionate e competenti. Con il tempo è nata anche la voglia di partecipare più attivamente alla vita associativa, entrando nei meccanismi sia del CAI nazionale sia della sezione locale.
Lo scorso anno, insieme a un gruppo di amici del CAI – tutti più giovani di me, tengo a sottolinearlo – abbiamo deciso di presentare una lista per il rinnovo delle cariche sociali. Siamo stati eletti e il 13 dicembre abbiamo compiuto un anno di mandato come Consiglio Direttivo.
In questo primo anno ci siamo mossi molto, soprattutto sul piano dell’organizzazione di escursioni ed eventi culturali legati alla montagna. Abbiamo dato una forte spinta al rinnovamento del corpo sociale: oggi registriamo circa il 30% in più di soci under 30, segno che il lavoro fatto sta andando nella direzione giusta. L’obiettivo è proprio questo: dare spazio ai giovani, anche a livello direttivo.

Quali sono le priorità del CAI Chieti sotto la sua presidenza?
Alla base del nostro impegno c’è stata la consapevolezza che la sezione avesse bisogno di ritrovare una forte capacità organizzativa e un’offerta strutturata. I giovani soci si aspettano un programma annuale ricco e ben costruito, fatto di esperienze formative e coinvolgenti, e questo negli anni precedenti era venuto un po’ meno.
Il precedente Direttivo era composto da persone di grande valore ed esperienza, ma anche comprensibilmente affaticate dall’età. Continuiamo comunque a confrontarci con loro: basti pensare che abbiamo un socio di 92 anni che ci viene a trovare regolarmente e che rappresenta una memoria storica preziosissima.
Il “patto” che abbiamo fatto come nuovo Direttivo è stato quello di favorire il ricambio generazionale, ampliare il ventaglio dei servizi offerti e coprire tutti gli ambiti di intervento del CAI, così da avvicinare soci di tutte le età.

Che ruolo ha il CAI nella tutela e valorizzazione dell’ambiente montano abruzzese?
Il CAI nazionale è riconosciuto come ente pubblico, mentre le sezioni territoriali sono associazioni. Con la riforma del Terzo Settore, oggi siamo APS iscritte al RUNTS, ma resta centrale uno degli scopi fondamentali del CAI: la cura della montagna.
Per quanto riguarda la nostra sezione, lavoriamo in collaborazione con il Parco Nazionale della Maiella per la manutenzione dei sentieri. I nostri soci, tutti volontari, si occupano di rendere i percorsi sicuri e fruibili, affinché all’inizio dell’estate siano pronti per il turismo montano.
Accanto a questo svolgiamo anche un’intensa attività culturale: presentazioni di libri, incontri e conferenze, sempre con esperti di montagna. Di recente abbiamo ospitato il gestore storico del Rifugio Franchetti sul Gran Sasso, una figura di grande spessore umano e morale, oltre che professionale.

Come vede il futuro del CAI e della sezione di Chieti?
Nel documento programmatico presentato al momento delle elezioni avevamo individuato diversi obiettivi, molti dei quali abbiamo già iniziato a realizzare.
Uno dei passi più importanti è stata la creazione delle commissioni interne, strumenti fondamentali per lavorare in modo strutturato. Tra le prime abbiamo istituito la Commissione Scuola, che sta sviluppando progetti con gli istituti del territorio per avvicinare bambini e ragazzi, dai 7 ai 18 anni, alla montagna e ai valori del CAI.
Sono in fase di costituzione anche la Commissione Medica, mentre la Commissione Escursionismo è stata attivata fin dal primo Consiglio Direttivo, indispensabile per la programmazione annuale. Stiamo lavorando anche alla creazione di una Scuola di Alpinismo, un obiettivo complesso che richiede tempi e regolamenti precisi.

Un messaggio per chi sta pensando di iscriversi al CAI Chieti?
La prima cosa che si impara entrando nel CAI è che la montagna è meravigliosa, ma non è mai a rischio zero, proprio come il mare. Per questo la parola chiave è consapevolezza.
Oggi il turismo montano è in forte crescita e questo è positivo, ma vediamo sempre più persone affrontare la montagna in modo improvvisato, con attrezzature inadeguate. Questo porta inevitabilmente a incidenti, mettendo sotto pressione anche il sistema di soccorso.
Iscriversi al CAI significa andare in montagna con persone formate, accompagnatori qualificati, copertura assicurativa e soprattutto condivisione. Non si tratta solo di camminare insieme, ma di vivere un’esperienza collettiva, imparando a rispettare l’ambiente e se stessi.
Il CAI Chieti è una comunità viva, aperta, in crescita. Chi ama la montagna e vuole viverla in modo responsabile troverà qui il suo posto.

Concludiamo questo incontro facendo i complimenti al Presidente Marco Grilli e a tutto il Direttivo del CAI Chieti per il lavoro svolto e per l’impegno profuso nel rinnovare e rafforzare la sezione, con uno sguardo attento ai giovani, alla sicurezza e alla tutela della montagna.
A loro va il nostro in bocca al lupo per i prossimi anni di attività, certi che continueranno a rappresentare un punto di riferimento per la comunità e per tutti gli amanti della montagna.

Nella foto l’uscita didattica a Passolanciano delle classi seconde della Scuola secondaria di 1 grado del Convitto Nazionale “G.B. Vico” organizzata dalla Refernte  CAI Prof.ssa Claudia Marrone

Previous Story

Viabilità, via libera alla variante “Colle Zingaro”: approvato il progetto da 2,6 milioni sulla SP 110 Torricella Peligna – Altino

Next Story

Piano Nazionale Esiti 2025, la sanità chietina promossa: performance elevate negli ospedali della provincia

Ultime notizie da Blog

Latest in Music

About us

One thousand years ago, superstition and the sword ruled. It was a time of darkness. It was a world of fear. It was the age of gargoyles. Stone by day, warriors by night, we were betrayed by the humans we had sworn to protect, frozen in stone by a magic spell for a thousand years.

Now, here in Manhattan, the spell is broken, and we live again! We are defenders of the night! We are Gargoyles! Scout troop short a child, Khrushchev’s due at Idelwyld… Car 54, where are you? Harlem that’s backed up.

Authors

Newsletter

[mc4wp_form id="176"]

© COPYRIGHT 2023 – IL GIORNALE DI CHIETI.
PIAZZALE MARCONI N.69 – 66100 CHIETI
ILGIORNALEDICHIETI@GMAIL.COM | C.F. 93062690693.