Un appuntamento dedicato agli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, nel quale arte contemporanea, teologia, musica e spiritualità si incontrano in uno dei luoghi simbolo del patrimonio storico e religioso abruzzese. È “Arte, Teologia e Musica a Fossacesia”, in programma domenica 4 ottobre 2026 alle ore 18:45 nella suggestiva cripta duecentesca dell’Abbazia di San Giovanni in Venere.
L’iniziativa gode del patrocinio del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’VIII Centenario della morte di San Francesco d’Assisi, cui si aggiunge quello del Comune di Fossacesia, e nasce come momento di riflessione artistica e spirituale nell’ambito delle celebrazioni dedicate agli otto secoli dalla morte del Santo di Assisi.
Il cuore della serata sarà il disvelamento in anteprima assoluta di Soglia d’Amore: il Transito, opera monumentale della pittrice Morena Antonucci, realizzata nel 2026 proprio in occasione delle celebrazioni francescane. L’opera, un acrilico su tavola di 215 x 100 centimetri, non rappresenta San Francesco secondo una figurazione tradizionale, ma ne evoca la presenza attraverso il Tau e la memoria delle stimmate. Il corpo ferito diventa così immagine di una soglia, un varco nel quale la fragilità dell’uomo si apre all’incontro con la Luce divina.
Particolare rilievo assume la cornice, ricavata da un’antica porta in legno massello dalla sommità centinata, concepita dall’artista come parte integrante dell’opera. La porta diventa elemento scultoreo e simbolico, incarnando concretamente l’idea del passaggio. Per l’occasione l’installazione sarà presentata sospesa su una struttura autoportante appositamente realizzata. Per preservare l’esclusività dell’anteprima, nessuna immagine del dipinto verrà diffusa agli organi di stampa prima del disvelamento.
La ricerca di Morena Antonucci mette in relazione la spiritualità francescana con la visione cosmica di Ildegarda di Bingen e con il concetto di Viriditas, inteso come forza vitale e generativa della creazione. Una grande forma circolare e luminosa emerge nella parte superiore della tavola, mentre gialli, azzurri e accensioni rosate costruiscono un campo di luce astratto nel quale le forme sembrano nascere, dissolversi e ricomporsi, in un dialogo tra l’energia del cielo e la concretezza della materia.
Il fondamento teologico dell’opera è il passo del Vangelo di Giovanni 12,24: “Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”. L’immagine del seme diventa la chiave di lettura del transito di San Francesco, inteso non come semplice conclusione terrena, ma come passaggio verso una nuova fecondità e verso la pienezza dell’Amore. La terra che accoglie il seme, il pigmento sulla tavola e il legno antico della porta si incontrano così in un’unica idea di trasformazione, in risonanza con la Viriditas ildegardiana.
L’evento sarà sviluppato attraverso un percorso sinestetico in cinque momenti, nel quale la parola dialogherà con la musica. L’analisi storico-artistica e i testi critici della Prof.ssa Giuliana Albano, storica dell’arte e Direttrice della Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, saranno letti e interpretati dal vivo per accompagnare il pubblico nella lettura dell’opera.
Il programma musicale, eseguito al clavicembalo da Roberta Bucco con la partecipazione straordinaria del soprano Claudia Bucco, si aprirà con l’inno medievale “Columba aspexit” di Ildegarda di Bingen, durante il quale avverrà il disvelamento dell’opera.
Seguiranno i cinque momenti: “Il chicco di grano”, accompagnato dal rondò Les Barricades Mysterieuses di François Couperin; “San Francesco e il segno del Tau”, con Le Vertigo di Pancrace Royer; “Microcosmo e Macrocosmo”, con l’Aria dalle Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach; “La Viriditas e il rapporto con il Creato”, attraverso Ombra mai fu, Largo dal Serse di Georg Friedrich Händel; e infine “La materia trasformata”, affidato alla Fantasia cromatica in Re minore di J.S. Bach, a conclusione del percorso artistico e spirituale.
Ad aprire la serata saranno i saluti istituzionali del Sindaco di Fossacesia Enrico Di Giuseppantonio, dell’Assessore alla Cultura e agli Eventi Maura Sgrignuoli e di Padre Marcello Pallotta, Padre Superiore della comunità dei Passionisti dell’Abbazia, che ancora oggi custodiscono con devozione questo luogo di culto e di spiritualità.
La scelta dell’Abbazia di San Giovanni in Venere, importante testimonianza dell’architettura romanica del XII secolo affacciata sulla Costa dei Trabocchi e caratterizzata da una profonda stratificazione storica e spirituale, arricchisce ulteriormente il significato dell’iniziativa: un luogo dalla memoria millenaria diventa spazio di incontro tra la figura di San Francesco, l’arte contemporanea, la teologia e la musica, nel segno degli otto secoli dalla sua morte.
L’ingresso è libero e gratuito.
