Riceviamo e pubblichiamo.
Il giorno 13 dicembre 2022 si è svolta innanzi al GIP di Chieti, Dott. Luca De Ninis, la Camera di Consiglio per decidere sulla archiviazione del procedimento penale che mi ha visto indagato per il reato di abuso di ufficio. I fatti, il sottoscritto, -dopo l’esposto del novembre 2020 alla Procura della Repubblica di Chieti da parte del Segretario comunale, parrebbe sollecitato a far questo da altri-, è stato indagato per il reato di abuso di ufficio per aver, nel settembre 2020, quando era ancora consigliere comunale, illegittimamente concesso l’uso del Centro Sociale Nicola Cocullo di via Molino al Circolo Teate Scherma a.s.d. Con la difesa dell’Avv. Umberto Di Primio, è stata dimostrata innanzi al GIP l’insussistenza del reato contestato perché mancavano gli elementi di diritto richiesti per la imputazione. Ovvero la condotta contestata non è reato. Durante la Camera di Consiglio, l’Avvocato Di Primio ha ricostruito la vicenda evidenziando come le condotte ed i documenti che avrebbero dovuto provare la colpevolezza del sottoscritto, in realtà, provavano l’esatto contrario.
Infatti, la c.d. prova regina dell’accusa, una lettera a firma del sig. Di Pasquale, priva di protocollo del Comune e di altri elementi che potessero dimostrarne la provenienza degli uffici comunali, è stato provato essere un documento contraffatto, artatamente predisposto da qualcuno, che con l’inganno è stata fatta firmare allo scrivente. La unica colpa del sottoscritto, dunque, è stata fidarsi di un funzionario comunale che premeva perché il Centro Sociale di via Molino fosse utilizzato dalla Teate Scherma. Proprio le richieste insistenti del predetto funzionario, hanno indotto lo scrivente che di questi si è fidato, a firmare il documento per il quale poi è stata fatto l’esposto.
La produzione da parte dell’avv. Di Primio di un altro atto, sempre collegato all’affidamento del Centro sociale, ha definitivamente smontato il castello accusatorio. Si tratta della lettera indirizzata al Comune a firma dell’ex Presidente del Centro Sociale con la quale questi rinuncia al Centro, lettera che né questo, né il Di Pasquale avevano predisposto. Questo atto, mai firmato dal Presidente del Centro, ma che le si sollecitava di sottoscrivere, “stranamente”, recava già la firma per presa visione del predetto funzionario del Comune. Proprio questa circostanza ha definitivamente ed ulteriormente dimostrato che vi era all’interno del Comune qualcuno che aveva interesse a togliere l’uso del Centro alla Associazione assegnataria per concederlo ad altri e che il sottoscritto è stato vittima di una vile macchinazione dall’interno del Comune.
Il Giudice, alla luce della ricostruzione dei fatti resa dall’Avv. Di Primio e delle argomentazioni in punto di diritto rappresentate, ha quindi disposto l’archiviazione delle accuse.
Nei tanti anni di presenza in comune il sottoscritto si è sempre distinto per la particolare attenzione riservata al sociale e al mondo animale: “sono contento, ho sempre saputo di non aver fatto nulla di male, perché io sono onesto. Adesso chiederò che chi ha cercato di incastrarmi dall’interno del comune e chi ha spinto la Segretaria a fare la segnalazione alla Procura risponda per avermi calunniato e infangato il mio nome. Questi signori del Comune hanno rovinato un centro sociale che a parere dei soci era il migliore d’Abruzzo con tante iniziative e oltre 170 tesserati che oggi sono arrabbiatissimi. Non potrò mai dimenticare il pianto di mia moglie all’arrivo della finanza a casa mia come se fossi un delinquente”
