Il progetto “Forme e fonti della comunicazione: il valore della parità di genere nell’Europa dei diritti”, presentato dal professor Fabrizio Fornari, direttore del dipartimento di Scienze giuridiche e sociali dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, è stato finanziato nell’ambito del programma “University 4 Europe. Il tuo futuro, la nostra Europa” (www.politicheeuropee.gov.it/it/comunicazione/notizie/university-4-eu/), bandito dal Dipartimento per le Politiche europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) in collaborazione con la Conferenza dei Rettori delle Università italiane (CRUI). La ricerca sviluppa l’area tematica Valori e diritti, Stato di diritto, sicurezza nell’ambito dei lavori per la Conferenza sul futuro dell’Europa. Obiettivo principale del progetto è il consolidamento della dimensione di genere nel quadro della EU Gender Equality Strategy attraverso l’analisi multidisciplinare e intersezionale dei diversi linguaggi normativi, mediali e sociali. “Forme e fonti della comunicazione” si ispira a una visione orizzontale, nella quale l’istituzione universitaria è, allo stesso tempo, il motore culturale per la parità di genere e l’organismo di partecipazione democratica in connessione con le realtà istituzionali, professionali e produttive del territorio. Il team di ricerca che ha sviluppato il progetto vincitore del bando è diretto dal professor Fabrizio Fornari ed è composto dai professori Andrea Antonilli, docente di Sociologia giuridica, della devianza e mutamento sociale, Piergiorgio Della Pelle, docente di Storia della Filosofia, Andrea Lombardinilo, docente di Sociologia dei processi culturali, Marta Ferrara, docente di Diritto pubblico, Enrico Raimondi, docente di Diritto del Lavoro, e Thea Rossi, docente di Discipline Demo-etno-antopologiche. “Questo riconoscimento – commenta il professor Fornari – oltre al peculiare valore per il prestigio che contiene e che riverbera su chi l’ha ottenuto, è molto importante perché evidenzia la capacità del nostro Ateneo di essere in prima linea sui più importanti temi, tra i quali quello della parità di genere a livello europeo è uno dei più sentiti anche come cardine della integrazione dei popoli dell’Unione Europea. Voglio ringraziare tutti i componenti del team che ha generato e sviluppato questo progetto per il lavoro svolto in modo così egregio, rivelatosi, alla prova dei fatti, il migliore a livello nazionale ed europeo”.
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