Al Teatro Marrucino di Chieti l’inaugurazione del nuovo anno accademico dell’università “D’Annunzio”

È stato scelto il teatro Marrucino di Chieti per inaugurare il nuovo anno accademico, una decisione motivata dal valore simbolico del luogo. “Perché quello di oggi è un viaggio nella storia, e non c’è posto più bello e più storico del Marrucino e della città di Chieti per ripercorrere una storia di 60 anni dalla prima inaugurazione” – ha dichiarato il rettore Liborio Stuppia – “e noi siamo qui oggi per ricordare i nostri padri fondatori, il coraggio che hanno avuto e la loro grande visione che li portò a immaginare che su questo territorio potesse sorgere una grande università per dare risposta alle richieste degli studenti che una volta erano costretti a emigrare per studiare”.

In un teatro gremito e alla presenza di diversi rettori di atenei italiani, Stuppia ha tenuto la sua relazione sul tema “Viaggiatori nel tempo”, soffermandosi su alcuni concetti chiave. Tra questi, il ruolo della ricerca, “che arricchisce in primo luogo il docente per poi arricchire lo studente, rinunciare alla ricerca vorrebbe dire per un accademico ad una esistenza meno che mediocre”. Il rettore ha poi richiamato l’attenzione sul rischio di perdere la memoria storica degli eventi passati, sottolineando che “perché l’intelligenza artificiale non è perfetta ma come ogni cosa ha i suoi margini di errore” e quindi “solo gli storici, conoscitori delle fonti originali, sapranno riconoscere e correggere gli errori dell’intelligenza artificiale, salvaguardare il passato come nel corpo umano gli enzimi riparatori ripristinano il corretto codice genetico di ogni cellula”. Infine, un passaggio dedicato alla cultura, “che genera consapevolezza e quindi rende liberi di scegliere, e la libertà di scelta è la nemica assoluta di ogni forma di dittatura”.

L’Università “Gabriele d’Annunzio” conta attualmente circa 21 mila studenti, 750 docenti e 16 dipartimenti distribuiti nei due campus di Chieti e Pescara. Alla cerimonia erano presenti numerosi rettori di università italiane. La lectio magistralis è stata affidata ad Andrea Lenzi, presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, sul tema “La ricerca pubblica per interpretare il futuro”.

Presente anche il sindaco di Chieti, Diego Ferrara, che sottolinea l’importanza della sinergia tra l’istituzione accademica e la comunità, e di passi concreti per la rivitalizzazione del centro storico e per una presenza sempre più diffusa dell’Università nel tessuto cittadino. “Da sindaco sono felice che il nuovo anno accademico parta da uno dei luoghi più prestigiosi e rappresentativi della nostra città e che, contemporaneamente, che le proclamazioni dei neo laureati avvengano negli spazi di Palazzo de Mayo, oggi in gestione all’Ateneo – commenta -. L’Università continua a rappresentare un presidio fondamentale per la crescita civile e democratica: non solo luogo di formazione, ma spazio di libertà, di pensiero critico e di confronto, capace di custodire e rinnovare i valori fondanti della nostra società. In un contesto internazionale complesso, in cui anche il ruolo delle istituzioni accademiche viene messo in discussione, nonostante il valore fondamentale della formazione e della cultura, è ancora più importante riaffermarne la funzione: essere luogo di conoscenza libera, inclusiva, aperta, capace di contribuire alla costruzione di una società più giusta e consapevole. Un presidio formidabile per il territorio, per questo l’evento di oggi e quelli che verranno, sono un segnale importante di ulteriore integrazione tra città e Università, nell’ottica di costruire nuove opportunità, rafforzare il legame con il territorio e guardare al futuro con responsabilità e fiducia. Inaugurare un anno accademico, inoltre, significa ribadire con forza la laicità delle nostre istituzioni, la responsabilità del pensiero critico, la ricerca dell’etica della conoscenza. Che questo anno accademico sia anche un anno di resistenza razionale, di difesa dei valori democratici, di costruzione di un futuro migliore attraverso la preparazione dei nostri figlie e figlie”.

(nella foto Stuppia e Ferrara)

Previous Story

Centri sociali comunali a Chieti, Di Gregorio: “Un regolamento atteso da 18 anni per costruire una nuova idea di città”

Next Story

Alla “d’Annunzio” torna “Strategy@Work 2026”: le aziende in aula e gli studenti in azienda  

Ultime notizie da Blog

Latest in Music

About us

One thousand years ago, superstition and the sword ruled. It was a time of darkness. It was a world of fear. It was the age of gargoyles. Stone by day, warriors by night, we were betrayed by the humans we had sworn to protect, frozen in stone by a magic spell for a thousand years.

Now, here in Manhattan, the spell is broken, and we live again! We are defenders of the night! We are Gargoyles! Scout troop short a child, Khrushchev’s due at Idelwyld… Car 54, where are you? Harlem that’s backed up.

Authors

Newsletter

[mc4wp_form id="176"]

© COPYRIGHT 2023 – IL GIORNALE DI CHIETI.
PIAZZALE MARCONI N.69 – 66100 CHIETI
ILGIORNALEDICHIETI@GMAIL.COM | C.F. 93062690693.