AL TEATRO MARRUCINO IN SCENA “SCANDALO”: ANNA VALLE E GIANMARCO SAURINO IN UN PERVERSO GIOCO DI SEDUZIONE ED INGANNO

Stefano Maria Simone

Fino a che punto ci si può spingere nel tentativo di soddisfare i propri desideri e dar sfogo a quelle pulsioni interiori normalmente destinate a tacere per mero pudore? Quanto è labile quel limite? Come può il giudizio esterno, dettato dalle norme comportamentali, arginare tale fiume in piena? E se ci fosse altro in ballo? Il fine giustifica davvero i mezzi?

Queste sono le domande suscitate dalla visione della pièce “Scandalo” del regista e sceneggiatore Ivan Cotroneo, in scena al Teatro Marrucino di Chieti sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio 2026. Dopo il grande successo ottenuto con la precedente rappresentazione, “Misurare il salto delle rane” di Gabriele Di Luca, la stagione di prosa ha offerto al suo fedele pubblico uno spettacolo seducente e libertino che sfida il comune senso sociale della vergogna, indossando vesti disinibite e volutamente sfacciate per dipingere un affresco umano esente da vincoli, pur con qualche eccezione. Del resto, chi di noi è veramente puro? Spesso tendiamo a nasconderci dietro una maschera di finto perbenismo o facendo uso di un’infinita serie di esse a seconda della situazione. Già Luigi Pirandello tra romanzi, novelle e testi teatrali se ne era interessato indagando a fondo il fenomeno e presentando ai lettori un campionario abbastanza variegato e ricco. Così procede anche Ivan Cotroneo applicando ai suoi personaggi un disvelamento progressivo e mai frettoloso sfruttando, in ogni sfumatura, la tematica del pregiudizio che si insinua strisciante fin dal principio. Pregiudizio che nega alla donna e concede all’uomo. Aspetto presente perfino in letteratura. Pregiudizio che, secondo la protagonista del dramma di Cotroneo, identifica la morte di Anna Karenina sotto un treno come l’inequivocabile segno di una penna maschile. Pregiudizio sulla differenza d’età in un rapporto erotico e sentimentale che rifiuta il visibile squilibrio percepito dalla società ma assente negli occhi dell’anima di chi ama. Pregiudizio che genera tabù. Tabù che trasforma il corpo in un’entità disincarnata che si deve attenere alla codificazione del mondo che lo racchiude, alla maniera di quanto teorizzato dall’antropologa britannica Mary Douglas. La deviazione dalla cosiddetta normalità genera scandalo ed il suo germe è insito nel pregiudizio. Un gigantesco serpente che ruota su sé stesso mordendosi la coda.

Al centro della vicenda abbiamo Laura, una splendida donna di mezza età, di recente vedova di Goffredo, un celebre e stimato scrittore più vecchio di lei di 24 anni. Autrice apprezzata anch’essa ed in cerca di ispirazione per il prossimo libro, è nota nell’ambiente letterario come la “sposa bambina” dal titolo del suo romanzo d’esordio incentrato proprio su questa relazione che potrebbe rammentare alla lontana quella tra Alberto Moravia e Carmen Llera, sebbene la differenza fosse di ben 46 anni. Nella sua vita piomba all’improvviso Andrea, un giovane uomo assunto dal marito prima di morire per riorganizzare la loro grande libreria. Libreria che incombe prepotente e maestosa sulla scena rendendo l’ambientazione a dir poco claustrofobica salvo per alcuni spiragli luminosi, ottenuti mediante lo scorrimento dei pannelli scenografici, che simboleggiano l’unico contatto con il mondo esterno insieme alle incursioni saltuarie di un vicino di casa e dell’editrice di Laura. La donna nota subito che Andrea è diametralmente opposto a Goffredo. È acuto, sfrontato, spiritoso, ignorante. Tratti che inizialmente la infastidiscono ma che poi accendono una passione sfrenata della durata di sei mesi. Laura è complessa, provocante. Una Mrs Robinson che seduce il suo Benjamin Braddock. Un dualismo che sfocia piano piano in un gioco perverso e ingannevole. La pièce, in questo, non esita ad essere esplicita. Mostra ciò che deve essere mostrato senza avere timore di farlo, esattamente come Laura non teme il giudizio degli altri su entrambe le relazioni. Non teme di dare scandalo con Andrea come non ebbe paura di dare scandalo con Goffredo. Situazioni a parti ed età invertite che scoperchiano un vaso di Pandora destinato a ferire e sconvolgere.

Gli attori Anna Valle e Gianmarco Saurino, le due stelle di questo piccolo capolavoro drammaturgico, regalano un’alchimia reale e palpabile, che si percepisce dal loro primo incontro sulle assi del palco. Un duello verbale e gestuale, scoppiettante e calmo, di unione e separazione. A completare il cast, Orsetta De’ Rossi, Angelo Tanzi e Matilde Pacella.

In breve, “Scandalo” racconta la storia di un desiderio concepito per divertirsi e non per possedere. Un desiderio che infrange le convenzioni amorose. Scomodo se applicato al ruolo femminile ma accettato se correlato al ruolo maschile. Lo scandalo è anche un imbroglio costruito a tavolino con l’intenzione di osservare le reazioni dell’opinione pubblica e delle persone che consideriamo amiche. Uno stimolo, un esperimento, un’esperienza estrema e coraggiosa di anticonformismo.

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