Franco Zappacosta
Una rosa (la salvezza del ’93 conquistata contro tutto e tutti) e una spina (retrocessione nei playout con l’Ischia due anni dopo).
È stato questo il bilancio delle sue due esperienze sulla panchina del Chieti per Gianni Balugani morto la notte scorsa a Modena. Aveva 79 anni, era nato nella città emiliana il 25 maggio 1946. Giocatore e poi allenatore con plurimi incarichi in Abruzzo: Lanciano (dove aveva concluso la carriera di calciatore e iniziato quella di allenatore), Francavilla (ai tempi del presidente Luciani e del ds Rodomonti), Teramo, Chieti. A Chieti, nell’ultimo periodo della gestione Mancaniello, raccolse l’eredità di Ezio Volpi.
Da giocatore era stato un buon difensore con vetta professionale raggiunta proprio con la maglia giallobllu del Modena: 5 campionati in serie B dal 1967/68 al 1971/72 con 58 presenze complessive (esordio il 16/6/68 in Padova-Modena 0-0).
Persona perbene, seria, a Chieti ebbe la stima e il rispetto di tutti per la riconosciuta professionalità.
Dal libro “Centenario Chieti Calcio 1922-2022” di Franco Zappacosta e Beppe Rendine.
Capitolo “Tra luci e ombre”
<…Sei giornate dal termine, classifica preoccupante, c’è il Catania di scena all’Angelini e la gara sembra incanalata su un pari a reti inviolate quando allo scadere è capitan Morganti a lanciarsi improvvisamente e in un certo senso anche disperatamente verso la porta etnea, fionda una conclusione che vale la vittoria (1-0) e una rinnovata speranza>.
Segue la vittoria a Ischia [1-2).
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Il Chieti si salvò con 29 punti, uno sopra i 28 delle retrocesse Casarano, Siracusa e Ischia. Pomeriggio memorabile a Chieti quello del 30 maggio 1993, con diretta radio della partita diffusa dagli altoparlanti installati alla Villa Comunale.
Quel risultato Balugani se lo portò sempre nel cuore come uno dei suoi più grandi successi personali.
Dallo stesso volume. Siamo al 1994/95.
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È rimasto sempre forte il legame di Gianni Balugani con l’Abruzzo dove trascorreva l’estate avendo casa a Francavilla.
Addio mister. I tifosi del Chieti non ti dimenticano.
Camera ardente presso il Policlinico di Modena. Cerimonia di benedizione lunedì alle ore 9.00.
Alla moglie Signora Maria Grazia, ai figli Linda, Davide (allenatore del Sassuolo Femminile) e Giovanni, ai nipoti Giulia. Anna, Greta, Success le nostre più sentite condoglianze.
LA TESTIMONIANZA DI CLAUDIO GARZELLI
“Ho conosciuto Gianni Balugani nel 1980. Io ero il portiere, a fine carriera, e lui l’allenatore di una forte squadra. Avendolo apprezzato in quella esperienza, da direttore del Chieti nel dopo Volpi decisi di affidargli la panchina neroverde. Balugani era tecnico umile, di elevata professionalità. Aveva eccellenti capacità, sapeva gestire molto bene il rapporto con i suoi calciatori verso i quali era aperto e schietto. Ne conservo un bel ricordo”.
