A Francavilla al Mare il Psi Abruzzo ricorda Marcello Russo

Si è svolto nel pomeriggio di venerdì 12 giugno, nella suggestiva Sala delle Tele del Museo Michetti di Francavilla al Mare, l’incontro promosso dal Partito Socialista Italiano – Segreteria regionale in ricordo di Marcello Russo, legislatore regionale, amministratore pubblico e autorevole esponente del socialismo riformista abruzzese. Ironico e brillante, Marcello Russo si è formato al liceo classico D’Annunzio di Pescara, laureato in Giurisprudenza a Bologna nel 1953, avvocato e politico di spicco in Abruzzo. È entrato in politica negli anni ‘60, negli anni ‘70 è diventato Consigliere regionale, presidente del Consiglio regionale dal 1970 al 1975, Vicepresidente della Giunta e Assessore al Bilancio. Al Comune di Francavilla al Mare è stato vicesindaco e al Comune di Pescara e molte altre pubbliche amministrazioni della nostra Regione e non consulente per la redazione del Piano regolatore e altri aspetti amministrativi tra il 2010 e il 2015. Marcello Russo è ricordato soprattutto per essere stato uno dei padri fondatori dello statuto della Regione Abruzzo.L’evento ha registrato una significativa partecipazione di cittadini, rappresentanti delle istituzioni, ex amministratori, amici e colleghi confermando l’interesse e l’affetto che ancora accompagnano il ricordo di una figura che ha lasciato un segno importante nella vita politica e amministrativa della regione.Dopo i saluti istituzionali, l’incontro è stato introdotto da Nicola Primavera, ex sindacalista CGIL. Nel corso del dibattito sono intervenuti Piero Di Primio, giornalista, Roberto Mascarucci, urbanista, Gianni Melilla, già presidente del Consiglio regionale, e Luisa Russo, sindaca di Francavilla al Mare e figlia di Marcello. I relatori hanno ripercorso le principali tappe dell’attività pubblica di Marcello Russo, evidenziandone le qualità di amministratore, legislatore e uomo delle istituzioni, sempre guidato da una visione riformista e da una forte attenzione al bene comune. A moderare è stato il giornalista Valerio Cavallucci, che ha accompagnato il confronto tra testimonianze, ricordi e riflessioni sul ruolo svolto da Russo nella storia politica abruzzese.Le conclusioni sono state affidate al segretario regionale del PSI, Gabriele Barisano, che ha richiamato l’attualità dei valori del socialismo democratico e riformista, sottolineando come l’esempio di Marcello Russo continui a rappresentare un punto di riferimento per le nuove generazioni impegnate nella vita pubblica. L’incontro ha rappresentato non soltanto un momento commemorativo, ma anche un’occasione di confronto sul contributo che personalità come Marcello Russo hanno dato alla crescita istituzionale e civile dell’Abruzzo, lasciando un’eredità politica e culturale ancora oggi viva e significativa. “È stato un incontro ricco di ricordi, testimonianze e contenuti politici di alto livello, nel quale non è stata ricordata solo la figura di mio padre ma anche quella di tante altre personalità autorevoli che, con serietà e passione, hanno contribuito alla costruzione della nostra Regione. Mio padre apparteneva a quella generazione che visse la nascita dell’ordinamento regionale non come un semplice passaggio burocratico, ma come una grande sfida democratica, un’occasione per avvicinare le istituzioni ai cittadini. Non è stato un momento puramente celebrativo, soprattutto un momento utile e attuale per chi oggi ricopre ruoli istituzionali e politici. Il ricordo può e deve diventare occasione di riflessione collettiva”, ha detto la Sindaca di Francavilla al Mare Luisa Russo. “È stato una figura complessa, che avrebbe probabilmente fatto propria la celebre espressione di Walt Whitman: “Contengo moltitudini”. Era certamente antifascista, ma anche anticomunista, a difesa dei diritti dei lavoratori ma convinto fautore del merito, sensibile ai temi ambientali ma a sostegno dell’impresa privata. Queste apparenti contraddizioni erano parte integrante della sua personalità. Affrontava le questioni giuridiche e politiche con equilibrio, spirito critico e buon senso, senza ancorarsi a schemi ideologici o a valori dogmatici. Preferiva misurarsi con la complessità della realtà e con la concretezza della vita, piuttosto che con le astrazioni delle appartenenze politiche”, ha detto il fondatore dell’agenzia di comunicazione Mirus Michele Russo, figlio di Marcello Russo. 

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