Nasce PariPassi: a Chieti la prima edizione delle Festival della cultura inclusiva

“Insieme è il posto migliore”. È questo il messaggio scelto per la prima edizione di “PariPassi  – Festival della cultura inclusiva”, in programma a Chieti il 12 e 13 settembre, in Piazza G.B. Vico. Stamane la presentazione in Comune dell’iniziativa del Settore Politiche Sociali che nasce da un’idea di Paola Leccese e Stefano Leccese Renzetti, basata su un obiettivo semplice ma ambizioso: l’inclusione non come traguardo da raggiungere, ma un modo di vivere la comunità. Il filo conduttore della manifestazione è una domanda tanto semplice quanto importante: “Come possiamo coniugare inclusione e partecipazione”? Da qui prende forma un programma pensato per mettere in relazione persone, esperienze e punti di vista differenti, affrontando l’inclusione nelle sue molteplici dimensioni. Stamane la presentazione della prima edizione di PariPassi che si svolge con il patrocinio del Comune di Chieti e la collaborazione di diverse realtà economiche della città, in presenza del sindaco Giovanni Legnini, degli assessori a Sociale, Turismo e Bilancio Rita Di Falco, Chiara Zappalorto, Manuel Pantalone, del vicesindaco Paolo De Cesare.  L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio volto a fare di Chieti un modello di città accessibile attraverso la cultura. Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito. Due giorni per parlare di inclusione
La prima giornata, sabato 12 settembre, si aprirà alle 17.00 con l’incontro “Inclusione e mondo del lavoro: il valore delle differenze”.
A seguire, sul palco del Festival si alterneranno il giornalista sportivo Claudio Arrigoni insieme a Stefano Leccese Renzetti con il talk “Raccontare tutti: media, sport e inclusione” e il giocatore di basket Ozcan Gemi che racconterà a Giuseppe Rendine la sua storia di riscatto, integrazione e impegno sociale.
Alle 21.30, al Teatro Marrucino, lo spettacolo teatrale “Riot Act” di Massimo Di Michele chiuderà la prima giornata del Festival.
Domenica 13 settembre il festival ripartirà alle 10.00 con la Passeggiata Inclusiva, pensata per ogni passo e per il passo di ognuno, dove saranno le istituzioni a percorrere le strade cittadine in carrozzina per sperimentare in prima persona le barriere architettoniche cittadine e le difficoltà quotidiane, seguita da un aperitivo inclusivo offerto dal Mercato di Campagna Amica di Chieti.
Nel pomeriggio, si alterneranno invece diversi momenti di approfondimento a partire dal talk “Niente di noi senza di noi. Due voci oltre le barriere”, con la giornalista ed attivista Valentina Tomirotti, la scrittrice teatina Paola Leccese e la moderazione della Consigliera delegata alla cultura Cinzia di Vincenzo.
Alle 18.00, lo psicologo Michele Mezzanotte affronterà il tema “Diversi da chi? La psicologia della paura dell’altro”, mentre alle 19.00 sarà protagonista Teresa Manes, madre di Andrea Spezzacatena e autrice del libro “Andrea, oltre il ragazzo dai pantaloni rosa”, a colloquio con la psicologa Valentina Marroni.
A seguire, Daniela Tagliafico salirà sul palco insieme al Prof. Simone D’Alessandro per la presentazione del suo ultimo libro, “Chi resta mentre il mondo scappa. Storie di confini e sopravvivenza”. Alla giornalista ed ex direttrice di Rai Quirinale sarà consegnato anche il I Premio Città di Chieti “Cultura dell’Inclusione”.
Alle 21.00, a chiudere la prima edizione di PariPassi, sarà lo spettacolo “Francesco” di Pierluigi Di Clemente, dedicato alla figura di San Francesco a 800 anni dalla morte.
“Voglio rivolgere un ringraziamento sentito a tutte le persone che hanno promosso, organizzato e strutturato questo evento unico per finalità e per altissima qualità – dice il sindaco Giovanni Legnini – . PariPassi ha una proposta culturale di grande rilievo, ma offre anche un momento dal valore altamente simbolico: la passeggiata inclusiva. È proprio in quel frangente che gli ostacoli emergono in tutta la loro concretezza e che il tema dell’accessibilità si impone con urgenza per chi vive la disabilità al cospetto delle infrastrutture e delle dinamiche relazionali cittadine. Il merito più grande di questo Festival è l’aver posto la cultura dell’inclusione al centro dell’agenda pubblica. Per noi questo non è solo un evento, ma l’inizio di una strategia organica: nel programma di mandato che approderà domani in Consiglio Comunale abbiamo inserito formalmente l’avvio del percorso per la redazione del PEBA (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche). È una sfida complessa nei tempi e nella realizzazione, ma intendiamo avvalerci delle migliori professionalità per far sì che ogni opera e intervento futuro siano rigorosamente coerenti con questo Piano. Eliminare le barriere è un dovere normativo, ma prima ancora un atto fondamentale di civiltà e di rispetto umano”.
“PariPassi nasce dal desiderio di creare uno spazio in cui nessuno debba sentirsi semplicemente spettatore – dice Paola Leccese, organizzatrice del Festival – . Vogliamo che storie, persone e sensibilità diverse si incontrino davvero, perché l’inclusione non può essere soltanto raccontata: deve essere vissuta. Questo Festival non è un traguardo, ma il primo passo di un percorso che vogliamo rendere stabile nel tempo per far diventare Chieti un punto di riferimento e un modello di accessibilità per l’intero Abruzzo. Ho 68 anni e convivo da sempre con la mia disabilità: questo progetto rappresenta per me il modo migliore per continuare a essere attivamente presente nel tessuto sociale della mia città. Oggi c’è bisogno di decostruire la cultura del pregiudizio, usando il confronto per abbattere ogni barriera morale prima ancora che fisica. Amo Chieti profondamente ed è per questo che, insieme alla mia famiglia, abbiamo messo tutti noi stessi per dare vita a questa manifestazione, dimostrando che insieme è davvero il posto migliore”.
“Siamo in carica da pochissimo tempo, ma c’è stato fin da subito un imprinting chiaro di coesione e capacità operativa all’interno della nostra Amministrazione – spiega l’assessora alle Politiche Sociali Rita Di Falco – . C’è una forte sinergia tra la Giunta, i consiglieri e le varie deleghe per lavorare attorno a valori superiori quali l’inclusione e la dignità sociale. Da questo evento emerge tutta la bellezza di fare rete e di fare squadra: ognuno di noi si è messo operosamente a disposizione di un obiettivo più grande. Il grande insegnamento che mi porto dietro da questa manifestazione è quanto la forza dell’inclusione sia pervasiva e capace di generare un progetto condiviso e di ampio respiro. Oltre ai colleghi assessori, desidero ringraziare personalmente i consiglieri di Chieti Viva Giampiero Riccardo ed Emanuele Di Meo, le consigliere Cinzia Di Vincenzo, Desire Lasca e tutti coloro che, ciascuno per la propria parte, hanno contribuito a rendere grande l’intuizione di Paola Leccese e a proiettarla con forza nel futuro”.
“Desidero rivolgere un ringraziamento speciale a Coldiretti, alle associazioni di categoria e alle strutture ricettive della città che supporteranno il Festival: quando sono state contattate, hanno colto immediatamente il valore dell’iniziativa, aprendo le loro porte per abbracciare l’evento – aggiunge l’assessora al Turismo Chiara Zappalorto – . Abbiamo mosso i primi passi e adesso ci mettiamo formalmente in cammino. Già nei prossimi giorni cominceremo a programmare la seconda edizione, con l’ambizione di farla crescere ulteriormente e di abbracciare ancora più temi legati alla cultura dell’accessibilità e dell’inclusione”.
“Si tratta di un appuntamento di fondamentale importanza, che come Amministrazione abbiamo voluto sostenere in modo convinto e corale – aggiunge l’assessore al Bilancio Manuel Pantalone – . L’abbattimento delle barriere architettoniche rappresenta per noi un obiettivo prioritario, chiaramente esplicitato con tempi certi anche nel nostro Documento Unico di Programmazione (DUP). Accanto all’abbattimento degli ostacoli fisici, occorre un lavoro profondo sull’abbattimento delle barriere mentali e culturali. L’inclusione vera si costruisce partendo dai giovani e dalla sensibilizzazione delle nuove generazioni, affinché l’accoglienza e la parità di accesso diventino parte naturale del loro essere e del loro vissuto quotidiano”.
 

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