Nel cuore del centro storico di Chieti c’è un luogo che profuma di casa e di novità. Casamoro è ristorante, laboratorio di pasta fresca e spazio d’incontro, dove le stagioni diventano menù e ogni piatto racconta un’idea precisa di accoglienza: quella che nasce dal piacere di condividere.Tra cene a tema, eventi speciali e formati di pasta da gustare anche a casa, Casamoro ha creato un piccolo universo di sapori e relazioni, capace di unire la città intorno a una tavola. Abbiamo incontrato Davide, titolare del Ristorante Casamoro, per scoprire il suo locale, le sfide e le soddisfazioni della gestione quotidiana, e la passione che lo spinge a offrire esperienze culinarie uniche ai suoi clienti. In questa intervista, Davide ci racconta del percorso che lo ha portato a creare Casamoro, delle scelte che definiscono la sua cucina e della visione che guida il suo lavoro giorno dopo giorno.
1. Casamoro è ristorante, laboratorio e luogo di eventi. Come convivono queste tre anime e che cosa le unisce?
Tutto nasce dal desiderio di far sentire le persone “a casa”, ma in un luogo speciale. Il ristorante, il laboratorio e gli eventi non sono realtà separate: sono tre modi diversi di vivere lo stesso spirito. La cucina è il nostro linguaggio, e ogni piatto, ogni formato di pasta o ogni serata a tema è un racconto che parte da noi e arriva a chi ci sceglie. Lavorando in famiglia, ci piace condividere tutto: le idee, le prove, gli assaggi. E crediamo che chi entra da Casamoro lo percepisca.
2. Nei vostri piatti si percepisce il legame con la tradizione ma anche una costante ricerca. Da dove nasce l’ispirazione per i nuovi menù e le serate a tema?
Ci ispiriamo molto alle stagioni e ai loro profumi. Quando arriva l’autunno, ad esempio, ci vengono subito in mente la zucca, le castagne, i funghi, ma cerchiamo sempre di dargli una veste diversa. Ci piace partire da un sapore familiare e portarlo altrove, aggiungendo un dettaglio, una cottura, una nota che sorprende senza stravolgere. Le serate a tema nascono proprio da questo: dal piacere di creare qualcosa che racconti un momento, una sensazione, un ricordo comune.
3. La pasta fresca è ormai uno dei vostri segni distintivi. Che valore ha per voi la manualità e come si inserisce nel vostro modo di intendere la cucina?
La pasta fresca è il cuore della nostra cucina, perché è fatta con le mani, con tempo e con attenzione. Averla in laboratorio significa poterla curare ogni giorno, scegliere le farine giuste, sperimentare nuovi formati, ma anche mantenerne alcuni che fanno parte della memoria di tutti. Per noi è un modo per portare Casamoro anche nelle case dei nostri clienti: quando qualcuno torna a casa con un vassoio di pasta fresca, porta con sé un pezzetto della nostra cucina e del nostro lavoro.
4. Le vostre cene e i vostri eventi non sono solo appuntamenti gastronomici, ma momenti di incontro. Quanto conta per voi il rapporto con la città e con chi vi sceglie?
È fondamentale. Chieti è la nostra casa, e Casamoro è nato proprio dal desiderio di dare qualcosa di nuovo alla città, ma senza perdere il legame con le persone che la vivono. Con molti dei nostri clienti ormai c’è un rapporto di fiducia e affetto: conosciamo i loro gusti, ci raccontano le loro esperienze, partecipano alle nostre serate come si fa con gli amici di lunga data. Ogni evento è anche un modo per incontrarsi, per parlare, per creare una piccola comunità che condivide la stessa passione per il cibo e per il tempo vissuto bene.
5. Se doveste descrivere Casamoro in tre parole, quali scegliereste per raccontare la vostra essenza?
Famiglia, creatività, accoglienza. Sono le tre cose che ci rappresentano di più e che, speriamo, chi entra da noi riesca a sentire in ogni dettaglio: nel piatto, nel servizio, nel modo in cui ci si siede a tavola e si sorride insieme.

