È stata riaperta ufficialmente oggi la parte più antica del Convento di San Francesco Caracciolo di Roccamontepiano. Grazie ai fondi Master Plan della Regione Abruzzo con un investimento complessivo di 1.200.000,00 euro, sono stati eseguiti interventi di recupero, restauro e valorizzazione degli ambienti oroginari che furono edificati seicento anni fa per opera dei frati Osservanti Minori di San Francesco d’Assisi. La fondazione del cenobio francescano ha una data di inizio, il 1421. Essa segna una presenza conventuale importante, probabilmente con premesse avviare già con l’elezione nel 1338, a Isola del Gran Sasso, di Padre Antonio Cervi da Roccamontepiano, come Rettore della provincia francescana d’Abruzzo. Per opera di Giovanni da Scontrone, dal 1415 iniziano a sorgere i primi conventi degli Osservanti Abruzzo, tra cui quello di Montepiano (1421), con fondi di corsari e commercianti. Torna a rivivere così il più importante monumento culturale della nostra comunità, retto dai Padri dell’Ordine dei Chierici Regolari Minori di San Francesco Caracciolo dal 1942.In questi ambienti si sono formate generazioni di sacerdoti ma anche di cittadini a cui, nei vari secoli, gli ordini che di sono avvicendati hanno sempre dato supporto alla popolazione per combattere l’analfabetismo. L’ala più antica era ormai lasciata in abbandono per carenza di risorse e con il rischio di danni irrimediabili per il futuro. “Ringrazio la Regione Abruzzo e chi per esso, nel 2015, ha avviato le prime procedure per lo stanziamento dei fondi che sono poi giunti nel 2017 – scrive il sindaco di Roccamontepiano, Adamo Carulli. L’allora Presidente Sen. Luciano D’Alfonso, l’attuale Presidente Sen. Marco Marsilio e il Commissario alla Ricostruzione post Sisma centro-Italia Sen. Giovanni Legnini. Ringrazio di cuore i Padri di San Francesco Caracciolo e per essi il Padre Generale Padre Raffaele Mandolesi e l’attuale, Padre Ted Ortega Kalaw, l’Architetto Camillo Fernando Conti che ha coordinato tutti i tecnici che hanno collaborato e dato un generoso contributo all’opera, la ditta Mammarella e Orlandi, nonché tutte le maestranze che hanno collaborato con la massima dedizione, professionalità e nei rispetto dei tempi dati. Con l’avvio dei lavori, proprio a ridosso della stagione più difficile dell’emergenza sanitaria del Covid-19 e con l’inaugurazione di oggi, si segna a Roccamontepiano anche un motivo di vanto e di orgogliosa identità riconquistata all’oblio. Questa struttura recuperata, sarà uno spazio rinnovato capace di dare non solo memoria storica ma anche formazione ed accoglienza, nel solco della tradizione spirituale anche del luogo naturale in cui
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