Sono terminate, per ora, le attività di indagine della Polizia Locale di Chieti, coordinata dal vice comandante Fabio Primiterra, in seguito al rinvenimento di una carcassa di capriolo all’interno del mercato comunale di via Ortona. Le indagini si sono protratte senza sosta, per oltre 48 ore, a partire dalla segnalazione apparsa sulla pagina “Chieti su Facebook”, che riportava l’immagine impietosa del povero animale, giacente a terra in una pozza di sangue – commenta Fabio Primiterra – e si sono concluse solo quando abbiano accertato gravi elementi di colpevolezza a carico dell’indagato e trasmesso gli atti all’Autorità Giudiziaria. Il personale del Corpo ha partecipato attivamente alle indagini: sono stati ascoltati numerosi testimoni, si è tentato in tutti i modi di acquisire immagini da telecamere di sorveglianza; sono state effettuati sequestri penali, accertamenti urgenti su veicoli e cose.
Abbiamo bussato persino alle porte dei residenti di Via Vasto – racconta il Maggiore Primiterra – per acquisire quante più testimonianze possibili; i cittadini hanno manifestato la propria indignazione per questo grave atto criminale e chi poteva collaborare, lo ha fatto senza esitazione. Alla fine, l’impegno del personale della Polizia Locale è stato premiato ed è stato individuato il presunto autore della vile uccisione: a suo carico è scattata l’incriminazione per il reato di cui all’art. 544-bis codice penale ovvero uccisione di animale e quello di cui all’art. 30 della Legge 11.02.1992, n.157 ovvero bracconaggio). Non è da escludersi che l’indagato abbia agito in concorso con altre persone e quindi le indagini potranno proseguire per individuare altri responsabili, secondo le ulteriori attività di indagine che il Pubblico Ministero dottoressa Lucia Anna Campo vorrà delegare. Il capriolo è un animale protetto che (al pari di altri ungulati come il cervo, il camoscio, il daino, ecc.) non può essere cacciato. In questo periodo dell’anno, inoltre, nella Regione Abruzzo la caccia è vietata in modo assoluto, fatta eccezione per quella selettiva del cinghiale, con la stretta osservanza delle norme di legge.
L’uccisione del capriolo ha destato, nella cittadinanza, raccapriccio e ancor di più ha sollevato indignazione il rinvenimento della carcassa in un mercato comunale. Anche il Sindaco Ferrara ha espresso il proprio sdegno per questo atto così brutale e meschino e per il totale sfregio del bene pubblico perpetrato ai danni di tutti i cittadini. Per queste ragioni – dice ancora Primiterra – ci siamo sentiti investiti, durante le indagini, di una responsabilità ancora maggiore ed abbiamo profuso ogni sforzo investigativo, seguendo le direttive che il P.M. ci ha impartito.
L’amministrazione comunale e soprattutto il Sindaco Ferrara e l’Assessore Pantalone ci hanno esortato in questi giorni a fare chiarezza sulla vicenda – conclude il Maggiore Primiterra – e riteniamo di aver assolto appieno ai nostri doveri.
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