Come annunciato, oggi i gruppi consiliari civici ‘Chi Ama Chieti’ e ‘Chieti C’è’ hanno organizzato un sit in pacifico di protesta sotto la sede pescarese dell’ACA, il gestore del servizio idrico cittadino, con l’intenzione di ottenere, come avvenuto, un incontro con i vertici dell’azienda in cui rappresentare quanto contenuto in un documento stilato ad hoc che è stato anche trasmesso all’ERSI.
Presenti il punto di riferimento del polo civico, il vice sindaco Paolo De Cesare, unitamente ai capigruppo Silvia Di Pasquale e Vincenzo Ginefra ed ai consiglieri Nunzia Castelli, Valerio Giannini, Gabriella Ianiro e Damiano Zappone. “La nostra azione odierna ha una veste assolutamente politica e non istituzionale, in quanto la stessa è stata ed è rappresentata con competenza e costanza dal Sindaco Diego Ferrara e dall’Assessore al ramo Chiara Zappalorto – si legge in una nota congiunta. Abbiamo ottenuto un lungo confronto di quasi un’ora sotto la sede dalla Presidente dell’ACA Giovanna Brandelli, la quale con cordialità e gentilezza ha accolto favorevolmente ed accordato molte delle numerose richieste che le abbiamo rivolto, fornendo delucidazioni importanti in merito alla gestione del servizio idrico, con particolare accento agli investimenti fatti ed a quelli da fare per risolvere definitivamente le criticità evidenti che riguardano la nostra amata Città. Abbiamo chiesto interventi di mappatura per sostituire le condotte che disperdono l’acqua, ed il Presidente ci ha comunicato che sono in corso, con l’ausilio di strumentazioni ad ultrasuoni, attività di rilievo delle zone con maggiori perdite per provvedere prontamente alla riparazione, dove possibile, o alla sostituzione della condotta. Inoltre, è questa è una notizia assai positiva, ci ha ampiamente rassicurato in merito al completamento del collettore in zona Colonnetta, così da aumentare grandemente l’efficienza del servizio nella parte bassa della Città, grazie ad un intervento di 300mila euro già calendarizzato e da effettuarsi nelle prossime settimane. Abbiamo espresso la convinzione che sia importantissimo il potabilizzatore, e ci è stato garantito che sono stati trasmessi tutti gli atti al consorzio di bonifica affinchè si possa a stretto giro attivare. Abbiamo chiesto che venga realizzato un grosso serbatoio di accumulo sempre nella parte bassa della Città, e per la prima volta la Presidente ha riscontrato con la disponibilità ad avviare una ragionamento con la direzione tecnica. Inoltre, siamo stati informati di una interlocuzione in corso con la Regione per un incentivo economico concreto, oltre il bonus idrico, da rivolgere ai condomini che vorranno dotarsi di autoclave. Infine abbiamo richiesto massima attenzione al reperimento di fondi attraverso il PNRR, e la Presidente ci ha rassicurato con lo stato di avanzamento di un progetto di 16 milioni di euro che riguarderebbe un intervento su circa 80 km di reti cittadine: in tal senso saremo vigili ed attenti affinchè vada avanti e si concretizzi quest’opera così fondamentale per la città. Ancora una volta abbiamo dato dimostrazione concreta di cosa sia la politica del fare, del perseguimento unico ed instancabile del bene di e per Chieti”. Non si è fatto attendere l’intervento di Elda Capriotti, una delle promotrici della protesta di lunedì scorso davanti al Comune contro i disagi provocati dall’emergenza. “Proprio questa mattina ho ricevuto una mail da parte dell’Cca in cui mi vengono elencati i lavori svolti finora e quelli in fase di progettazione – ha scritto la Capriotti. A questa mail ho inviato una risposta che di seguito vi fornisco e vorrei che si capisse che i famosi lavori che a marzo del 2020 avevano messo in conto ad oggi non sono stati svolti, se non quelli di riparazione straordinaria delle condutture colabrodo. Il raccordo con il serbatoio di Madonna della Vittoria, che avrebbe dovuto sistemare la zona dello scalo ed essere pronto a dicembre del 2020, ad oggi è ancora in fase di progettazione. Quindi personalmente non capiamo la vittoria ottenuta considerando che di fatto al momento non ci sono ancora progetti approvati e non c’è pianificazione di lavori, ma le uniche attività svolte sono quelle tese a riparare danni che si presentano e si presenteranno viste le condutture, nell’immediato. Noi chiediamo un cronoprogramma dei lavori”. Di seguito la lettera che la Capriotti ha inviato all’Aca. “Vi ringrazio per la risposta, ma ad oggi i famosi lavori che sarebbero dovuti terminare a Marzo 2022, credo che avranno un iter molto più lungo causando ulteriori disagi alla popolazione. I lavori per il rilevamento delle perdite iniziati a luglio 2020, a che punto sono? Se continueremo a rattoppare le tubature, non riusciremo a trovare una soluzione definitiva, perché i rattoppi rappresentano situazioni temporanee e vi troverete spesso ad intervenire sullo stesso problema più di una volta, caricando su di noi le spese del caso. Come quando avete caricato sulle bollette di chi paga, i mancati pagamenti dei morosi; per il costo di 1.100.000 vedere quanto detto sopra; il collegamento con il serbatoio di Madonna della Vittoria, doveva essere pronto già a dicembre 2020 (questo era emerso nell’incontro), qui scrivete che ancora dovete realizzare il progetto; • I lavori di somma urgenza si riferiscono a rotture dei tubi in quanto obsolescenti; il rifacimento di 80 km di tubature è ancora un progetto in corso. Per cortesia, chiediamo i tempi di chiusura della fase di progettazione per iniziare ad avere date certe su cui contare e che ad oggi, da quanto avete scritto, non esistono. Nella vostra e-mail elencate costi di progetti ancora in itinere e costi di lavori, che hanno come unico fine quello di tamponare situazioni di emergenza. Quello che non è chiaro, è che noi chiediamo date e tempi precisi che riguardino lavori per sistemare in modo definitivo la rete idrica e non lavori destinati solo a risolvere rotture continue di una rete ormai obsoleta da anni, che ha ricevuto una scarsa manutenzione e di cui noi oggi paghiamo le conseguenze”. I nomi in calce sono di Elda Capriotti, Liliana Esposito e Assunta Ronca.
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