“A fronte delle reiterate polemiche giornalistiche del consigliere Costa, pur non avendo mai inteso utilizzare politicamente il ruolo ricoperto e i lavori svolti in seno alla VI Commissione consiliare (Statuto e Regolamenti), mi trovo oggi costretta ad intervenire pubblicamente in risposta al collega di minoranza, non per motivi partitici, oppure di mera contrapposizione di dialettica consiliare, bensì perché basita e dispiaciuta nel constatare l’uso demagogico e strumentale che questi pone in essere su un tema delicato qual è il disagio sociale” Così, in una nota, la consigliera comunale del PD Barbara Di Roberto che replica stizzita al consigliere di minoranza Costa che aveva accusato l’Amministrazione Ferrara di superficialità nella gestione della Politica della Casa. “Disagio – continua la consigliera – che è il fulcro di ogni disciplina sulle Politiche della Casa intese come risposte ai Diritti della Persona e che, nel suo concetto e contenuto, è stato trasversalmente condiviso proprio in VI Commissione allorché si è provveduto a redigere, prima, e ad approvare in Consiglio Comunale, poi, il nuovo Regolamento per gli alloggi in Emergenza Abitativa.
Proprio nel corso di quei lavori il Consigliere Costa, che pure ha dato utili contributi, mai ha messo in discussione la bontà della scelta amministrativa del veder accorpare il settore Politiche della Casa con quello dei Servizi Sociali apprezzandone, anzi, gli obiettivi e le finalità ampiamente illustrate tanto dall’assessore di riferimento, quanto dalla sottoscritta. Mai in nessuna delle varie riunioni o interlocuzioni avute, il Consigliere Costa ha sindacato o criticato il lavoro svolto per dotare Chieti di una nuova ed efficiente Macrostruttura (con relativa riorganizzazione delle Risorse Umane in servizio nell’Ente) finalizzata propria all’efficientamento di una macchina amministrativa obsoleta che, per di più, soffre di un’atavica carenza di personale, come pure di apparato strumentale e tecnologico che definire inadeguato è dire poco.
Ci troviamo, invece, oggi ad assistere al reiterarsi settimanale di proteste a mezzo stampa del Consigliere Costa che, neanche fosse neofita nel ruolo di Consigliere comunale, quindi ignaro dei problemi del Comune, pretende mettere in luce i problemi che questa amministrazione non ha causato, bensì ereditato proprio dalla passata gestione di quegli uffici di cui lui oggi si fa controllore, tanto quanto in passato ne è stato assiduo interlocutore.
La strenua difesa che Costa fa in favore di una “persona di elevata qualità professionale” (cit.) su cui sicuramente non si nutrono dubbi, accusando però tra le righe di inadeguatezza il personale attualmente in servizio nel Settore (finanche a sindacare il legittimo diritto alle ferie del responsabile preposto) cozza con la realtà e la storia squisitamente teatina sull’assegnazione delle Case popolari in particolare, e con quella di assegnazioni in Emergenza Abitativa in particolare.
Tali esternazioni risultano dunque puerili, demagogiche, strumentali e tese soltanto a cercare spazi di propaganda che non andrebbe fatta su temi di rilevanza sociale perché inerenti le fragilità e i bisogni primari dei cittadini.
Non dimentichi il Consigliere Costa che anche i colleghi di maggioranza, nelle funzioni date dal proprio ruolo, si stanno occupando di verificare oppure di seguire legittime e doverose istanze provenienti dai concittadini: ciò che troviamo nei meandri dei troppi polverosi fascicoli tutto fa tranne che far rimpiangere o apprezzare quanto in passato è stato fatto, predisposto, portato avanti e lasciato inevaso, e quindi ereditato, proprio dalla gestione e dalla amministrazione che lo ha visto protagonista negli ultimi 10 anni a Chieti”.
E, poi, la stoccata finale: “Con simpatia si guarda all’impegno giornalistico del consigliere Costa, ma ciò che importa rilevare è che, al netto delle innegabili difficoltà, questa amministrazione non dimentica o trascura niente e nessuno, e soprattutto non “è sordo” alle richieste delle Persone. Nessuna esclusa”.
