Chieti, sull’hub vaccinale Febbo attacca: “ Rischio sottovalutato, sindaco superficiale”

“Dire che la pandemia è ridimensionata e non vale la pena investire risorse aggiuntive è da irresponsabili. Perché per la vaccinazione mancano ancora all’appello 15 mila cittadini di Chieti, e nella stessa città al momento si conta la metà dei contagi dell’intera provincia”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Mauro Febbo che contesta “la debolissima difesa espressa dal Comune circa la sede di un nuovo hub vaccinale nel capoluogo”. “Cambiare le carte in tavola da parte del Sindaco  è stata una costante negli ultimi mesi – aggiunge Febbo –  puntualmente non è stato dato mai seguito con un atto formale  a una scelta fatta al termine di un incontro e, puntualmente, è stata riproposta a breve distanza una soluzione scartata in precedenza perché giudicata non idonea. L’unica praticabile, e la prima su cui puntare seriamente dall’inizio grazie alle dimensioni e alla logistica, era quella dell’ex Foro Boario, rispetto alla quale da parte della Asl c’era la disponibilità a superare ogni difficoltà, anche di ordine economico, e neppure in questo caso c’è stata risposta. Così come non c’è stata alla sollecitazione del Prefetto di rafforzare la presenza dei volontari al Pala UdA per gestire le code, che, com’è noto, in tutti gli hub sono affidate alle diverse associazioni presenti. Non è ammessa la superficialità quando in ballo c’è la salute dei cittadini, che è ancora fortemente a rischio per l’elevato numero di persone tutt’ora non vaccinate e i nuovi contagi di questi giorni, tema, quest’ultimo, che sarà oggetto di attenta valutazione nella riunione dell’unità di crisi regionale in programma domani. L’impegno delle istituzioni per il controllo della pandemia non può esaurirsi qui semplicemente perché non è finita, come dimostra anche la direzione intrapresa dal Governo che sta valutando nuove azioni e nuove misure. Chieti non fa perciò eccezione, tutt’altro, come dicono i numeri di infetti e non vaccinati, e giocare al ribasso in questo momento non è accettabile. Come non lo è che le tre farmacie comunali non abbiano neppure manifestato l’interesse a partecipare alla campagna vaccinale, mentre altre sono già operative da un pezzo. E’ grave – conclude Febbo – che sfugga l’importanza di questa fase nel contrasto al Covid-19, così com’è grave che venga sottovalutato il rischio di una nuova ondata anche a causa dei non vaccinati e pensare che sia l’ultimo dei problemi; è grave che l’unico argomento di interesse sia quello delle code al Pala UdA. E’ la palese dimostrazione di incapacità, di non essere all’altezza del ruolo davanti a una questione fondamentale come quella della vaccinazione.  Ma la Asl non è priva di risorse sotto il profilo organizzativo e troverà la soluzione giusta anche contando sulle sue sole forze”.

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