Il Popolo della famiglia contro Ferrara: sul Pride non rappresenta il pensiero della comunità teatina

“Ritengo incredibilmente arrogante l’atteggiamento del Sindaco di Chieti dott. Ferrara e di tutta l’amministrazione nel voler portare Chieti a patrocinare un evento come il Pride Week nella giornata prevista sabato a L’Aquila”. Così, in una nota al vetriolo, il Coordinatore provinciale del Popolo della Famiglia Stefano Di Renzo che continua: “Temi cosi divisivi, delicati e importanti non possono essere oggetto di imposizione da parte del Comune che si arroga il diritto di dire che tutta la città di Chieti la pensa come il primo cittadino.
Falso. Lo dimostrano le recenti elezioni comunali dove le liste di centrodestra hanno avuto un consenso molto più alto di chi oggi governa avendo vinto il ballottaggio da minoranza.
Il Sindaco di Chieti parla di “diritti” ma si dimentica che molte delle idee che andrà fieramente a rappresentare e patrocinare, mettono sotto i piedi i diritti dei bambini.
Proprio loro, la parte più debole della nostra società, sono oggetto del tentativo sempre più forte di voler “rieducare”, termine fascista, attraverso specifiche lezioni a scuola le menti fragili e non ancora pienamente consapevoli dei bambini. Il nostro Sindaco si è spinto anche su questo tema, sponsorizzando tali lezioni. No caro Sindaco! l’educazione dei bambini, specie su temi tanto delicati e sensibili sono e devono restare ad esclusiva pertinenza delle Famiglie.
In un momento in cui il ddl Zan, legge fortmente liberticida se non addirittura incostituzionale, divide e fa discutere le varie anime della società, il Sindaco di Chieti ha pensato di seguire lo spirito di tale ddl e imporre il pensiero unico! Ha pensato forse  di seguire la follia di una legge che tra i suoi articoli si arroga di “fare salva la libertà di opinione e di pensiero”, ma nessuna legge può “fare salva” ne negare la libertà di espressione e di opinione poiché sancita dalla Costituzione!
Al Sindaco Ferrara piace il pensiero unico e lo impone a tutta la città, ma siamo sicuri che i veri fascisti siano ancora nell’estrema destra?”
E poi l’affondo finale: “Dott. Ferrara sabato vada a manifestare le proprie idee, è il sale della democrazia, ma a titolo personale o del partito che rappresenta, non della città di Chieti! Vada pure a sostenere chi vuole impedire ad altri di dire la propria idea e di manifestarla! Ma non a nome di Chieti! Abbia rispetto di chi la pensa diversamente da lei!”
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