Porte sbarrate al Ciapi: il Comune di Chieti chiede l’intervento della Regione

“Sul Ciapi la Regione deve assumere il ruolo di garanzia e di tutela dei lavoratori, ruolo che fino ad oggi non ha svolto”: lo dicono  il sindaco Diego Ferrara e la consigliera Giulia De Gregorio, che sulle sorti dell’Ente di formazione che l’attuale governo regionale ha deciso di mettere in liquidazione ha prodotto un ordine del giorno votato dal Consiglio comunale per la salvaguardia dell’Ente di formazione e dei dipendenti. “È indispensabile un segnale concreto di attenzione sia nel rispetto della storia di questo organismo, soprattutto nei confronti dei dipendenti rimasti – aggiungono sindaco e consigliera – ai quali il commissario liquidatore, dopo mesi di inerzia amministrativa, in questi giorni ha d’improvviso sbarrato le porte, non permettendo l’accesso né ai lavoratori, né al direttore generale, Paolo Cacciagrano, prelevando anche documenti sensibili riguardanti il personale, come si legge a mezzo stampa. Si tratta di un’azione che va subito sottoposta al controllo della Regione, perché, ci riferiscono, sarebbe stata condotta anche con personale non nominato dalla Regione, che non si capisce a che titolo possa avere accesso ai documenti. Riteniamo che al danno della liquidazione dell’Ente non si possa aggiungere la beffa della serrata degli uffici, che figura come l’ennesima umiliazione che questi lavoratori davvero non meritano, un personale che va tutelato non solo sotto il profilo economico, ma anche sotto quello della dignità e della professionalità, come stabilisce la normativa del diritto del lavoro. Siamo in una situazione in cui operative sono rimaste meno di dieci unità ed è opportuno ricordare che nel 2000, 67 persone provenienti da altri enti chiusi sono state assunte dal Ciapi con un accordo siglato dalla Regione Abruzzo, Province e sindacati, che prevedeva che queste professionalità dovevano solo transitare nel centro di formazione per poi essere ricollocate presso i centri per l’impiego. La cosa che lascia perplessi è che proprio in questi giorni si sta svolgendo un concorso per i CPI, indetto dalla Regione Abruzzo per n.37 unità, dunque, tenendo fede all’accordo del 2000, si sarebbero benissimo potuti riservare dei posti, sempre a mezzo di concorso, per i dipendenti del Ciapi, visto che non aveva avuto alcun tipo di attenzione com’è avvenuto, invece, per Enti che non erano di proprietà della Regione Abruzzo, ma per cui sono state fatte leggi ad hoc per farli diventare “in house”. Per il Ciapi, di completa proprietà della Regione, è invece mancata la volontà della Regione, che continua inoltre a fare opposizione a decreti ingiuntivi per le spettanze dei lavoratori, a fronte di sentenze del Tribunale di Chieti che la condannano al pagamento dei dipendenti. Una situazione che ci tocca da vicino, perché altre potrebbero essere le sorti del Ciapi, come saremmo stati lieti di rappresentare al Presidente Marsilio quando abbiamo chiesto un incontro che, a distanza di mesi, resta ancora lettera morta. Nell’ultima Commissione regionale di vigilanza, però, l’assessore alla Formazione Quaresimale, ha preso l’impegno di trovare una soluzione per la ricollocazione del personale ridotto oramai a poche unità; considerato che agosto è il termine posto per il blocco dei licenziamenti e ritenuto che il commissario a tale scadenza invierà le lettere di licenziamento ai dipendenti, chiediamo di conoscere quali siano le attività in corso in tal senso e, soprattutto, quando si concretizzerà questo impegno”.

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