RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Da persona che segue le vicende politiche cittadine, sento l’esigenza di chiedere scusa a tutti coloro che hanno letto alcuni dei miei precedenti interventi. Il 20 aprile scorso avevo sostenuto che la situazione debitoria del nostro Comune, anche in polemica con chi per diversi mesi aveva detto che ammontasse a 54 milioni di €, era “di 60 milioni, se non di più”. Mi sono sbagliato, ma non avevo tutta la documentazione necessaria.
Infatti, secondo il “Piano di riequilibrio finanziario pluriennale del Comune di Chieti” approvato dal Cc del 23 aprile scorso, la massa passiva è di ben 78.327.024,84 € che diventeranno 93.327.024,84 se la Corte dei Conti darà il suo parere favorevole al piano e al Comune sarà riconosciuto un prestito di 15 milioni di €, da restituire.
Questa è la pesante eredità lasciata alla nostra comunità da chi ha gestito la nostra città negli ultimi 10 anni e i rappresentanti delle destre e dell’UdC dovrebbero solo vergognarsi del loro fallimento. Invece, salgono giornalmente in cattedra per fare lezioni di buona amministrazione.
Avevo sbagliato in tema di passività ma penso che siano stati commessi errori anche da coloro che sono stati in Cc negli ultimi 15 anni scarsamente vigilando dei debiti di cui non si è parlato in campagna elettorale, nonostante le sollecitazioni di “Articolo uno”.
I prossimi anni saranno molto duri per l’intera collettività. Bisognerà fare scelte difficili e soprattutto le sue fasce più deboli avranno più difficoltà, di cui le forze del centrosinistra, anche in una coalizione abbastanza eterogenea, dovrebbero preoccuparsi di più, a partire dagli asili nido, la cui precedente disastrosa gestione ha lasciato molti problemi ancora aperti. Altri problemi saranno esaminati in seguito e non mancheranno le nostre sollecitazioni critiche costruttive.
Dagli impegni presi, la Giunta Ferrara riaprirà 5 asili nido e questo “Articolo uno” lo ritiene un fatto positivo. Subito, dovrebbe riaprire “Il Riccio e la Volpe” di Via Amiterno. Nel Piano di riequilibrio, se non male interpretato, si legge che il contributo degli utenti passerà dai circa 4 mila ai circa 120 mila €. Se, pertanto, nel nido entreranno 25 utenti, la retta dovrebbe essere di almeno 540 € al mese, per nove mesi. “Articolo uno” ritiene che tale retta non sarà facilmente sostenibile da buona parte di giovani coppie. E’ questo un problema da poter discutere per ridurre al minimo le difficoltà dei ceti più deboli?
I nidi di Via Arenazze e Amendola debbono essere ancora ristrutturati completamente e questo significa che almeno per il prossimo anno, non saranno fruibili.
I nidi di Via Masci e Piazza Carafa, quando pronti, dovrebbero essere affidati “temporaneamente” ( per quanti anni?) a privati dopo i relativi bandi. “Articolo uno” chiede di rivedere queste decisioni perché ritiene che una Giunta guidata da un Sindaco del Pd sostenuta, tra altre forze, anche da una lista di Sinistra e da due Assessori di Sinistra italiana, non debba affidare, sia pure “temporaneamente”, un servizio che dovrebbe essere interamente pubblico per evitare di fare favori ai privati che, sicuramente faranno investimenti per lucrare, non perdere soldi.
