Il piano di riequilibrio varato da Giunta potrà realmente soddisfare le necessità di una città capoluogo di Provincia?

Ottavio Argenio

La delibera con la quale l’amministrazione comunale ha approvato il piano di riequilibrio economico e finanziario è stata archiviata seppur con qualche strascico per la maggioranza che perde il gruppo di Azione Politica.

Non è tuttavia una perdita irreparabile per gli uomini del Sindaco Ferrara visto che qualche Consigliere di Forza Chieti potrebbe sempre interpretare il ruolo del jolly su singole delibere o addirittura saltare il fosso e passare in pianta stabile tra le fila della maggioranza.

Ma al netto degli spostamenti sulla scacchiera politica, quel che preme comprendere è la reale portata di questa manovra che vorrebbe rappresentare un punto di svolta “epocale” per il nostro Comune; l’inizio di un nuovo corso.

Proprio per questo motivo sembra giusto ed opportuno chiedersi se il piano di riequilibrio varato da Giunta e maggioranza potrà realmente soddisfare, non solo le esigenze di bilancio ma, soprattutto, le necessità di una città capoluogo di Provincia che da troppo tempo soffre gli effetti delle inefficienze e delle insufficienze della macchina politica ed amministrativa.

Il dubbio sembra fondato visto che, aumenti a parte, non è dato sapere se, come e quando, vedranno la luce quegli interventi strutturali da più parti auspicati.

Sul fronte amministrativo ad esempio, si attende ancora una risposta agli interrogativi riguardanti la carenza di personale che da diverso tempo, a causa dei pensionamenti e del blocco delle assunzioni imposto negli anni passati, rende farraginosa, lenta ed approssimativa la risposta degli uffici comunali alle istanze della cittadinanza.

Sarebbe opportuna, in tempi di svolte epocali, una rivisitazione completa dell’organico comunale unita alla programmazione di nuove assunzioni, soprattutto nei settori strategici.

Allo stesso modo, visto che la responsabilità per la mancata riscossione delle entrate ricade sempre sulla Teate Servizi, sarebbe opportuno che i nuovi amministratori comunali rendessero note le strategie che intendono attuare per rivitalizzare e rendere efficiente l’attività della società partecipata, magari dotandola di un Piano Industriale realmente in linea con il suo “core business” che le consenta anche di ripensare l’attuale pianta organica.

Sono questi gli aspetti maggiormente critici, quelli che se non otterranno in tempi rapidi la dovuta attenzione da parte di Giunta e maggioranza, rischiano di rendere del tutto inutile il sacrificio che viene richiesto a cittadini, famiglie ed imprese con l’approvazione del piano di riequilibrio o predissesto che dir si voglia.

Soprattutto però, sono gli obiettivi di medio termine, quelli che distano qualche centimetro  più in là della punta del naso rappresentata dagli aumenti di tariffe, tasse e tributi comunali che di certo, anche se uniti al prestito erogato con il fondo di rotazione, non saranno sufficienti a risanare le casse dell’ente.

 

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