
#millecinquecentobattute di Arturo Bernava
A come “Amor ch’a nullo amato amar perdona”.
Lo so, vi siete spaventati! E un po’ Vi capisco. Tempo fa un intellettuale abruzzese tuonò dalla sua pagina social contro il proliferare di pubblicazioni su Dante Alighieri, in questo settecentennale di ricorrenza della morte. Non ha tutti i torti il nostro intellettuale; in effetti sul Sommo Poeta si sta scrivendo e pubblicando tanto.
Verrebbe da dire “ben venga” questa proliferazione dantesca, se non fosse (e qui tocca davvero dare ragione a chi lancia “strali” e “contro strali”) che non sempre i suddetti interventi sono all’altezza della fama del protagonista.
Per cui, cari amici, il sottoscritto – a dispetto dell’incipit – non vi parlerà oggi dell’amore nella poetica di Dante Alighieri (anche perché non basterebbero mille e cinquecento pagine, altro che battute…). Vi parlerà, invece, del nome del nostro eroe fiorentino. Che poi con l’amore ha ampia attinenza.
Il nome, si diceva: Dante, participio presente del verbo dare.
Participio, ossia dal latino participium, der. di partĭceps -cĭpis, calco sul gr. metokhḗ o metokhikón e cioè la forma ‘che partecipa (del verbo e del nome)’.
Presente, oggi, ora, in questo momento.
Il sommo Poeta, dopo settecento anni, semplicemente col proprio nome dice che egli è colui che dà e quindi, in senso più ampio, ci invita a partecipare (ora) al “dare”, a essere generosi. Rivoluzionario, direi, terribilmente attuale.
Il tempo che stiamo vivendo sta mettendo a dura prova la nostra resistenza, la nostra disponibilità verso gli altri. Il mondo sembra “impazzito” e, in una sorta di guerra tra poveri, l’uno si avventa sull’altro, in una specie di animalesca lotta. Quanto dureranno i nostri valori, le nostre certezze, se non torneremo ad incontrarci, ad abbracciarci a stringerci la mano? Se non torneremo a condividere le nostre esistenze?
Ci vorrebbe un vaccino contro la cattiveria, la sopraffazione, la violenza gratuita e fine a se stessa. Qualcuno starà pensando: “Eh magari, non l’hanno ancora inventato un simile vaccino”. E invece sì, ma non si compra in farmacia, bensì in libreria. Certo, una dose non basta, va ripetuto spesso, ma ha di buono che non produce controindicazioni. Anche se alle volte può creare dipendenza. Ma è una buona dipendenza.
Ebbene sì, leggere ci pone al riparo da tante brutture della vita. E allora leggiamo e magari rileggiamo proprio la Divina Commedia. Riviviamo insieme al Sommo Poeta questo viaggio di purificazione. Fingiamo di incontrare, nelle tre cantiche, eroi del passato, inserendo – magari – qualche personaggio attuale. Ma non dimentichiamo il messaggio primario: che pur passando attraverso l’Inferno, si giunge infine “a riveder le stelle”; sono certo che in questo percorso purificatore troveremo svelato il fine della nostra esistenza: “partecipare alla gioia di dare e donare”. E vivremo tutti meglio.
P.S. lo so, avevo detto che non avrei parlato d’amore, ma che ci volete fare: sono un romantico!

Il Purgatorio di Dante come non lo avete mai visto nella graphic novel di Chiaredizioni
Recensione di Asia Vittori
Al di là dei versi immortali di Dante, la Divina Commedia è fatta di immagini, luci, ombre, suoni: perfetta dunque per essere illustrata. Se il Paradiso è illuminato dal divino e nella sua atmosfera beata risuonano meravigliosi canti, nell’Inferno il paesaggio é un abisso di tenebre rischiarate dalle fiamme eterne e nel buio si sentono solo le urla e i lamenti dei dannati.
Il Purgatorio invece è come una terra di mezzo, con una montagna che si alza verso la purezza del cielo, illuminata di giorno dalla luce del sole e di notte dal chiarore delle stelle; in questo regno l’atmosfera è tranquilla e le anime sono unite dalla fratellanza e dall’amore.
“Purgatorio di Dante in Graphic Novel” di Cristiano Zuccarini (testi) ed Ernesto Carbonetti (illustrazioni) pubblicata da Chiaredizioni (collana Dante series) ci restituisce appieno il fascino del Purgatorio e soprattutto dell’ Antipurgatorio, l’anticamera dove le anime dei trapassati attendono di oltrepassare la porta custodita dall’Angelo.
Il libro si apre con il primo canto dedicato a Catone, morto per la libertà e passando per il quinto e sesto canto (i morti ammazzati prima di potersi pentire) giunge alla porta dell’Angelo (canto 10) per concludersi alla prima cornice del Purgatorio, quella dei Superbi (canti 11 e 12). Il racconto fluisce gradevolmente grazie all’escamotage di inserire parti riassuntive di solo testo tra una tavola e l’altra. Così troviamo il racconto dei Poeti che ancora stazionano sulla piaggia, la storia di Sordello, la comparsa degli Angeli che mettono in fuga il serpente e il nono canto, in cui Dante viene trasportato da Santa Lucia alle porte del Purgatorio. In questo modo la narrazione è resa fluida e le tavole illustrano i momenti più salienti e “scenografici”, quelli più adatti ad essere trasformati in fumetto.
Un lavoro accurato e meritevole, quello dei due Autori, destinato anche alle scuole, con la certezza che gli insegnanti per primi sapranno apprezzare questa graphic novel che mette in risalto il lato più avventuroso del viaggio nell’aldilà di Dante (raffigurato con una lunga veste rossa con cappuccio) e della sua guida Virgilio (che assomiglia a un giovane e muscoloso soldato romano) con colori e una grafica essenziali e moderni.
Oltre che un’occasione per celebrare il Sommo Poeta nell’anno in cui ricorre l’anniversario dei settecento anni dalla sua morte, il volume riesce appieno nella missione di rendere fruibile la Divina Commedia ai giovani, proponendola in una veste decisamente originale, grazie all’ utilizzo di un linguaggio visuale accattivante come è quello del fumetto.
Il libro è in uscita nei prossimi giorni, ma è già possibile prenotarlo in tutte le librerie.
