La seconda rata della TARI arriva alla scadenza del 30 settembre tra polemiche e rassicurazioni. A sollevare il caso è il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, che segnala il mancato o tardivo recapito degli avvisi cartacei a numerose famiglie teatine. Secondo FdI, il problema riguarderebbe in particolare i cittadini che non utilizzano i servizi digitali e che attendono ancora nella cassetta delle lettere il bollettino con importo e modalità di pagamento. Una situazione che, sostiene l’opposizione, rischierebbe di creare difficoltà soprattutto agli anziani e alle famiglie meno abituate a utilizzare portali e strumenti online.
Il gruppo consiliare chiede quindi al Comune di chiarire quanti avvisi siano stati effettivamente affidati al servizio postale e quale sia, alla vigilia della scadenza, la percentuale di eventuali ritardi o mancati recapiti. Il punto centrale della contestazione è il rischio che un ritardo nella consegna possa trasformarsi in un aggravio per il contribuente. Da qui la richiesta di una proroga di 15 giorni, fino al 15 ottobre, accompagnata dalla garanzia di non applicare sanzioni e interessi a chi dovesse pagare entro il nuovo termine. FdI propone inoltre l’apertura di uno sportello straordinario per la ristampa degli avvisi non ricevuti.
«Non si può chiedere ai cittadini di salvare il Comune dal dissesto e poi non essere capaci di fargli recapitare un bollettino», attacca il gruppo consiliare, annunciando, in assenza di una proroga, un’interrogazione urgente e una richiesta di accesso agli atti sul servizio di recapito.
A stretto giro arriva la replica dell’assessore alle Finanze Manuel Pantalone, che respinge l’ipotesi di un disservizio generalizzato e precisa innanzitutto che gli avvisi sono stati regolarmente inviati. Ma l’assessore pone l’accento soprattutto sulle modalità di pagamento previste dall’amministrazione. La TARI può infatti essere versata in due rate, con la seconda scadenza fissata al 5 dicembre, consentendo ai contribuenti di distribuire nel tempo l’importo dovuto.
C’è poi una specifica tutela per chi ricevesse l’avviso cartaceo in ritardo. «Qualora la comunicazione dovesse recapitare con un preavviso inferiore a 15 giorni rispetto alla data di scadenza, il contribuente potrà effettuare il pagamento della prima rata entro i 15 giorni successivi al ricevimento effettivo del bollettino, senza applicazione di alcun interesse, sanzione o aggravio di mora», spiega Pantalone.
Il Comune, dunque, esclude che i cittadini possano essere penalizzati per ritardi nella consegna postale non dipendenti dalla loro volontà. L’assessore ricorda inoltre che la previsione è indicata direttamente nell’avviso e che gli uffici del settore Tributi sono disponibili per fornire assistenza e procedere, quando necessario, alla ristampa dei bollettini. Pantalone contesta anche i toni utilizzati dall’opposizione e invita a verificare le procedure prima di parlare di un «disservizio gravissimo». Il messaggio dell’amministrazione è chiaro: gli strumenti per tutelare i contribuenti esistono già e non sarebbe quindi necessario introdurre una nuova proroga.
Il confronto si concentra così su due questioni distinte ma strettamente collegate: il recapito effettivo degli avvisi e le garanzie per chi li riceve in ritardo. FdI chiede un intervento straordinario e una proroga generalizzata; il Comune sostiene invece che le tutele già previste siano sufficienti. A fare chiarezza definitiva saranno i dati sul recapito degli avvisi e il numero dei contribuenti effettivamente interessati dai ritardi. Intanto, nel pieno del confronto sul dissesto finanziario dell’ente, la TARI diventa un nuovo terreno di scontro tra maggioranza e opposizione.
