«Chieti ha perso un’occasione per adeguarsi ai cambiamenti della società e alle esigenze dei cittadini». È quanto sostiene il gruppo consiliare di Forza Italia dopo la bocciatura, in Consiglio comunale, della mozione sulle case funerarie, illustrata dal capogruppo Mattia Di Paolo.
«La nostra proposta – spiegano i Consiglieri Mattia Di Paolo, Renata D’Ettorre e Remo Stampone – non chiedeva di autorizzare automaticamente la realizzazione di case funerarie, né di eliminare controlli o garanzie. Chiedevamo semplicemente di avviare un percorso di revisione e aggiornamento della disciplina comunale, verificando la possibilità di individuare condizioni e aree compatibili con queste strutture, nel pieno rispetto delle normative urbanistiche, igienico-sanitarie e ambientali».
Il tema, secondo Forza Italia, non può essere ignorato alla luce di quanto già accade nei territori vicini. In provincia di Chieti sono presenti strutture a Ortona e Lanciano, mentre nella vicina provincia di Pescara il servizio è presente, tra gli altri, a Manoppello e Scafa, oltre che in altri Comuni come Pianella, Moscufo, Popoli e Collecorvino.
«Non stiamo parlando di un modello estraneo al nostro territorio – sottolineano i Consiglieri– ma di una realtà già presente in numerosi Comuni vicini. Ci chiediamo quindi perché Chieti debba mantenere una disciplina così stringente da rendere particolarmente complesso l’iter autorizzativo».
A sostegno della necessità di un confronto anche alla luce del quadro giuridico, Forza Italia richiama le più recenti pronunce della giustizia amministrativa.
Il TAR Abruzzo – Pescara, con la sentenza n. 415 del 3 novembre 2025, ha affermato la tendenziale compatibilità della localizzazione delle case funerarie nel territorio comunale, precisando che eventuali limitazioni ulteriori devono essere adeguatamente motivate.
Successivamente, il Consiglio di Stato, Sezione IV, con la sentenza n. 315 del 14 gennaio 2026, ha ribadito che eventuali limitazioni devono trovare fondamento nei motivi previsti dalla normativa regionale ed essere accompagnate da una specifica motivazione.
«Alla luce di queste pronunce – proseguono i Consiglieri– ritenevamo doveroso aprire una discussione seria sulla disciplina vigente a Chieti. Non per concedere autorizzazioni indiscriminate, ma per capire se le nostre regole siano ancora adeguate e se sia possibile offrire ai cittadini un servizio già presente in molte realtà vicine».
La mozione è stata respinta dal Consiglio comunale.
Per il gruppo consiliare di Forza Italia si tratta di un’occasione persa, anche perché il tema riguarda direttamente l’evoluzione delle esigenze delle famiglie e delle modalità con cui oggi viene vissuto il momento del commiato.
«Le case funerarie – concludono i Consiglieri – possono offrire spazi adeguati per la custodia, l’accoglienza e il commiato, all’interno di strutture regolamentate e sottoposte a precise condizioni. Non comprendiamo quindi il senso di mantenere una posizione così rigida senza nemmeno avviare un percorso di approfondimento».
«E mentre i Comuni vicini si sono già confrontati con questa nuova realtà, Chieti continua a rimanere ancorata al passato, senza cogliere l’opportunità di adeguarsi ai cambiamenti della società e alle nuove esigenze dei cittadini».
