Per settimane nessuno aveva avuto motivo di pensare che dietro la porta di quell’abitazione del centro storico si nascondesse una tragedia. Poi, sabato, un odore sempre più intenso proveniente da un appartamento di via Giannino ha fatto scattare l’allarme. All’interno, i soccorritori hanno trovato il corpo senza vita di Amanda Rosina Ellis, 61 anni, cittadina inglese, morta da tempo.
A insospettirsi sono stati alcuni residenti della zona e il vicesindaco Barbara Di Lauro. In un primo momento l’odore era stato ricondotto a un possibile problema alle fognature. Quando però i sospetti si sono concentrati sull’abitazione della donna, sono intervenuti i carabinieri della stazione di Casoli e i vigili del fuoco. Per entrare nell’appartamento i pompieri hanno dovuto utilizzare dispositivi di protezione e autorespiratori. La scena che si sono trovati davanti ha confermato i timori: il corpo della 61enne era riverso sul pavimento del bagno, in posizione supina, sotto il lavandino. Accanto è stata rilevata anche una traccia di sangue ormai rappreso.
Secondo i primi accertamenti, la morte potrebbe risalire a diversi mesi prima, considerato l’avanzato stato di decomposizione del corpo. Nell’abitazione non sarebbero stati rilevati, almeno durante il primo sopralluogo, segni di effrazione o elementi riconducibili a una colluttazione. Anche la porta d’ingresso non risultava chiusa dall’interno. Gli investigatori stanno valutando l’ipotesi di un incidente domestico. La donna potrebbe essersi alzata durante la notte, aver perso l’equilibrio o aver avuto un malore e, nella caduta, aver battuto la testa contro il montante della porta. Rimasta a terra, non sarebbe quindi riuscita a rialzarsi né a chiedere aiuto. Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione ancora al vaglio degli inquirenti, mentre la pista dolosa viene al momento esclusa.
Amanda Rosina Ellis viveva a Casoli da alcuni anni. Aveva avuto una relazione con un uomo del posto e, secondo quanto riferito da chi la conosceva, conduceva una vita discreta. Nel quartiere era conosciuta e benvoluta anche per una particolare attenzione verso un piccolo spazio verde comunale vicino alla sua abitazione, dove si dedicava alla cura dei fiori.
La sua assenza prolungata non aveva inizialmente suscitato particolare preoccupazione. Negli ultimi due mesi, infatti, alcuni residenti avevano pensato che la donna fosse tornata temporaneamente in Inghilterra.
Ora saranno gli accertamenti dei carabinieri a ricostruire con precisione gli ultimi giorni di vita della 61enne e a stabilire quando e come sia avvenuta la morte. Una vicenda che ha lasciato sgomento nel centro storico di Casoli, dove per mesi nessuno aveva immaginato che, dietro quella porta chiusa, si consumasse una tragedia silenziosa.
