L’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara conquista un ruolo di primo piano nel panorama della ricerca europea assumendo il coordinamento di GAIA – Geological and AI Integration for Applications, progetto finanziato con oltre 1,8 milioni di euro nell’ambito dell’Azione Marie Skłodowska-Curie Staff Exchanges (MSCA-SE) del programma Horizon Europe 2021-2027. A guidare il progetto è Francesco Salese, docente di Geologia stratigrafica e Sedimentologia del Dipartimento di Ingegneria e Geologia (INGEO), che coordinerà un’iniziativa finalizzata allo sviluppo di metodologie innovative capaci di integrare dati satellitari, osservazioni sul campo e conoscenze geologiche attraverso strumenti di intelligenza artificiale, mantenendo la validazione scientifica dei risultati.
Le applicazioni interesseranno lo studio e il monitoraggio dei principali rischi naturali, tra cui frane, terremoti, alluvioni e fenomeni vulcanici, oltre all’analisi delle risorse naturali e dei cambiamenti ambientali. In una fase successiva, le metodologie sviluppate saranno adattate anche all’esplorazione della Luna e di Marte, con l’obiettivo di contribuire all’evoluzione delle tecnologie per la ricerca spaziale. Il progetto prevede attività scientifiche in diverse aree del Marocco e della Colombia. Un contributo significativo agli studi sui terremoti e sul rischio sismico sarà assicurato da SHAking S.r.l., spin-off dell’Università “d’Annunzio”.
L’iniziativa consolida il ruolo dell’Ateneo nelle reti internazionali della ricerca e rafforza il legame con il territorio, in linea con il Dominio Aerospazio della Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) 2021-2027 della Regione Abruzzo e con il nuovo indirizzo in Earth Observation del Corso di Laurea Magistrale in Planetary Sciences.
Nell’ambito della call MSCA Staff Exchanges 2026, la Commissione europea ha destinato 97,9 milioni di euro al finanziamento di 84 progetti sui 416 ritenuti ammissibili, con un tasso di successo del 20%. L’Azione Staff Exchanges di Horizon Europe sostiene la cooperazione internazionale tra università, enti di ricerca, imprese e istituzioni pubbliche e private, favorendo la mobilità dei ricercatori e lo sviluppo condiviso di competenze e innovazione.
GAIA, come evidenziato dal coordinatore scientifico del progetto, nasce dall’integrazione tra le più avanzate tecnologie di osservazione della Terra e le potenzialità offerte dall’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di sviluppare strumenti “scientificamente affidabili” per comprendere e monitorare i processi geologici e ambientali, valorizzando al tempo stesso la collaborazione internazionale e il confronto interdisciplinare. Lo sguardo del progetto è rivolto anche allo spazio: i metodi sviluppati e validati sulla Terra saranno infatti adattati allo studio della Luna e di Marte, contribuendo alla realizzazione di strumenti “più affidabili per l’esplorazione planetaria”.