Il ritorno dei giovani nel centro storico di Chieti riparte da Palazzo Henrici. Lo storico edificio di corso Marrucino 46, uno dei più prestigiosi della città, torna a vivere come nuova residenza universitaria, simbolo di un’inversione di tendenza che punta a riportare gli studenti nel cuore del capoluogo teatino e a rilanciare il centro storico attraverso la presenza quotidiana delle nuove generazioni. L’inaugurazione della struttura si è svolta alla presenza dell’Ingegnere Domenico Merlino, della sua famiglia, del sindaco Giovanni Legnini e delle autorità cittadine. L’intervento rappresenta un esempio di collaborazione tra pubblico e privato: il palazzo è stato acquistato con capitali privati, mentre il recupero è stato reso possibile grazie a un finanziamento di 718.799 euro ottenuto attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), nell’ambito delle misure dedicate alla residenzialità universitaria.
«L’obiettivo principale è riportare i giovani nel centro storico», ha sottolineato l’Ing. Merlino, spiegando come il progetto sia nato circa due anni fa cogliendo l’opportunità offerta dal bando del Ministero dell’Università e della Ricerca per rispondere alla crescente emergenza degli alloggi destinati agli studenti.
La scelta è ricaduta su Palazzo Henrici per le sue caratteristiche architettoniche e per il suo valore storico. L’edificio, noto in città anche come ex sede dell’Iri School College, è l’unico a Chieti con una facciata in bugne di ispirazione fiorentina. Lo stabile, in stile neorinascimentale, si sviluppa su quattro livelli per circa 2.600 metri quadrati, con ampi ambienti caratterizzati da volte di pregio e altezze superiori ai quattro metri. Al suo interno conserva affreschi decorativi nell’ingresso monumentale, sulla scenografica scalinata centrale, in alcune sale e nella cappella gentilizia, elementi che hanno richiesto un attento equilibrio tra conservazione e innovazione. «L’assetto storico del palazzo ci ha inevitabilmente guidato nelle scelte progettuali e ci ha posto sfide tecniche importanti, soprattutto per l’inserimento degli impianti. È stata una sfida che abbiamo affrontato con convinzione», ha evidenziato l’Ing. Massimo Merlino, figlio di Domenico.
La nuova residenza offrirà 58 posti letto, distribuiti tra camere singole e doppie, tutte dotate di servizi igienici. Accanto agli spazi abitativi saranno realizzate sale studio, aree lettura e ambienti comuni destinati alla socializzazione e alle attività ricreative, con l’obiettivo di offrire agli studenti un ambiente completo in cui vivere il proprio percorso universitario. La struttura sarà destinata in particolare agli studenti meritevoli e privi di mezzi economici, secondo i criteri fissati dal Ministero. È inoltre prevista una convenzione con la Asl, che disporrà di alcuni posti assegnati attraverso le graduatorie dei bandi pubblici.
Il progetto guarda anche oltre il periodo accademico. Le regole del bando Pnrr consentono infatti, per due mesi all’anno durante l’estate, di affiancare alla funzione universitaria un’attività turistico-ricettiva. La residenza potrà così accogliere visitatori e turisti con la formula degli affitti brevi, contribuendo ad animare ulteriormente il centro storico e ad attrarre nuove presenze in città.
L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia dell’amministrazione comunale, che punta a rafforzare il rapporto con l’Università e a riportare un numero crescente di studenti a vivere il centro cittadino. È in corso un confronto con l’Ateneo per programmare nuove attività didattiche e servizi nel centro storico, con l’obiettivo di renderlo sempre più un luogo di formazione, aggregazione e vita universitaria. Il recupero di Palazzo Henrici rappresenta così il primo tassello di un percorso più ampio. Gli spazi per ampliare l’offerta di residenzialità studentesca non mancano e, qualora si rendessero disponibili nuove risorse, potranno essere recuperati altri immobili storici, contribuendo a restituire vitalità al cuore di Chieti attraverso il ritorno dei giovani.

