Sarà il giudice per le indagini preliminari Maurizio Sacco a decidere se archiviare l’inchiesta sulla morte di Lorena Paolini, la donna di Ortona trovata senza vita nella propria abitazione il 18 agosto 2024, oppure disporre ulteriori approfondimenti investigativi. Al termine dell’udienza di ieri, dedicata all’opposizione contro la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, il gip si è riservato la decisione.
Il sostituto procuratore Giuseppe Falasca, titolare del fascicolo, ritiene che il decesso sia riconducibile a un suicidio e ha chiesto l’archiviazione dell’indagine. Una conclusione condivisa anche dal marito della donna, Andrea Cieri, iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio volontario aggravato. A opporsi alla richiesta sono la sorella della vittima, Silvana Paolini, e lo zio Leone Di Carlo, entrambi presenti ieri in tribunale.
Nel corso dell’udienza, la parte opponente ha depositato una nuova consulenza tecnica. “Abbiamo depositato una nuova consulenza del professor Gianluca Marella, che parte da un punto preliminare: il solco sul collo”, ha spiegato l’avvocato Francesca Di Muzio, legale della sorella della vittima. “Secondo il consulente, quel segno non è compatibile con un’impiccagione, ma con uno strangolamento atipico, perché ‘il solco è sotto la tiroide, non sotto il collo come avviene nei casi di impiccamento'”. Il legale ha aggiunto che “il professore ha individuato una serie di lesioni che fanno pensare che la donna sia stata attinta da dietro, con una dinamica di trascinamento e con ecchimosi riconducibili a un’azione chiaramente omicidiaria”. Inoltre, ha concluso Di Muzio, “analizzando la morfologia del solco, l’andamento irregolare è incompatibile con una corda nautica”.
Di tutt’altro avviso la difesa di Andrea Cieri, che continua a sostenere la ricostruzione già fatta propria dalla Procura. “Tutti gli elementi raccolti portano a ritenere che si sia trattato di un suicidio”, ha dichiarato l’avvocato Emilio Siviero. “Il pubblico ministero ha svolto un’indagine a 360 gradi, accurata, con chat, orari, consulenze medico-legali e tecniche che collimano al millimetro”. E ha ribadito: “Andrea Cieri non ha ucciso la moglie: è stata una disgrazia”.
La decisione è ora nelle mani del gip, che dovrà pronunciarsi sulla richiesta di archiviazione oppure valutare la necessità di nuovi accertamenti investigativi.
