Ci sono amicizie che non conoscono il tempo. Nascono tra i banchi dell’università, nei corridoi, nelle case condivise, e restano vive anche quando la vita ha preso strade diverse e i capelli sono ormai bianchi o, per qualcuno, sono rimasti solo nei ricordi. È il caso degli undici amici che si sono ritrovati sabato 20 giugno per un pranzo al ristorante Da Tonino di Cepagatti, riportando alla luce una stagione indimenticabile: quella degli anni universitari vissuti a L’Aquila tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta.
A ritrovarsi attorno allo stesso tavolo sono stati Alfonso Calzolaio, Roberto Gelardini, Antonio Luciani, Ennio Sisti, Gianni Mennili, Marcello Solfanelli, Stefano Innamorati, Giancarlo Zappacosta, Angelo Di Lizio, Pio Di Prato e Bruno Di Paolo. Undici amici che hanno condiviso una fase fondamentale della loro vita, segnata da crescita personale, formazione e da un’amicizia autentica e duratura.
Il vero punto di incontro, più ancora dei percorsi accademici – anche se molti frequentavano la facoltà di Ingegneria nella sede di Roio – fu lo storico appartamento di via Accursio. Una casa che nel tempo divenne molto più di un’abitazione: un luogo di ritrovo quotidiano, una piccola comunità dove si intrecciavano sogni, progetti, discussioni e una leggerezza che apparteneva solo a quegli anni.
In quelle stanze si è costruito un legame che ha resistito alle stagioni della vita. Erano anni di studio, esami, serate condivise e di una giovinezza vissuta con entusiasmo e naturalezza, che ha lasciato un segno profondo in ciascuno di loro.
Molto di ciò che allora era solo speranza è diventato realtà. Ognuno ha seguito il proprio percorso, costruendo carriere solide e raggiungendo importanti soddisfazioni personali e professionali. Ma ciò che non si è mai disperso è il filo che li ha uniti in quegli anni: un’amicizia sincera, rimasta intatta nel tempo.
Il nome con cui oggi sono conosciuti, “Gli Uccelli di Roio”, è nato come una definizione affettuosa e ironica di quella stagione irripetibile. Un’espressione che racchiude lo spirito di un gruppo capace di vivere la giovinezza con leggerezza, curiosità e un’energia condivisa, in un’epoca in cui tutto sembrava possibile e il futuro era ancora tutto da scrivere.
Durante il pranzo, i ricordi si sono intrecciati uno dopo l’altro con naturalezza. Episodi, aneddoti, risate e frammenti di vita universitaria sono riaffiorati senza sforzo, come se il tempo non fosse mai passato. Per qualche ora, tra una portata e l’altra, è tornata l’atmosfera di via Accursio e della L’Aquila di quegli anni.
L’ottima cucina del ristorante Da Tonino ha fatto da cornice all’incontro, accompagnando brindisi, fotografie e momenti di forte emozione. A rendere ancora più significativo il finale è stata la torta offerta da Antonio Luciani, gesto semplice ma sentito, accolto come simbolo della continuità di un’amicizia che resiste al tempo.
Per qualche ora, quegli undici amici sono tornati a essere i ragazzi di allora, uniti dallo stesso spirito che li ha sempre accompagnati.
Perché il vero valore degli Uccelli di Roio non sta soltanto nei traguardi professionali raggiunti, ma nella capacità di aver mantenuto vivo un legame autentico, costruito sulla condivisione, sul rispetto e su un’affinità rimasta immutata nel tempo.
A quasi cinquant’anni da quei giorni, continuano a ritrovarsi e a riconoscersi nello stesso spirito che li ha uniti fin dall’inizio. Con un nuovo appuntamento già previsto tra settembre e ottobre, sono pronti a scrivere un’altra pagina della loro storia.
Gli “Uccelli di Roio”: il tempo passa, l’amicizia resta.


