Frana di Santa Maria, scontro sui contributi agli sfollati: Ferrara risponde alle accuse di Marsilio

Il sindaco di Chieti replica alle critiche del presidente della Regione sulla gestione delle ordinanze per i contributi agli sfollati. “Si polemizza per quattro giorni di ritardo, ma si dimenticano nove mesi di attesa”

Non si placa lo scontro istituzionale tra il sindaco di Chieti, Diego Ferrara, e il presidente della Regione Abruzzo e commissario alla ricostruzione Marco Marsilio sulla gestione dei contributi destinati agli sfollati della frana di Santa Maria.

Dopo le dure dichiarazioni di Marsilio, che aveva accusato il primo cittadino di aver confuso due diverse ordinanze e di non conoscere il contenuto dei documenti firmati, Ferrara ha replicato rivendicando il lavoro svolto dal Comune e puntando il dito contro quelli che definisce i ritardi accumulati dalla struttura commissariale.

Al centro della polemica ci sono i contributi per il disagio abitativo destinati alle famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni in seguito alla frana. Marsilio aveva contestato al sindaco di aver dichiarato di aver già espresso il proprio assenso a un’ordinanza che, secondo il presidente della Regione, era stata trasmessa al Comune soltanto il 29 maggio scorso. Da qui l’accusa di disorganizzazione amministrativa e di “sterile propaganda”.

Ferrara ha ammesso la svista sull’atto richiamato da Marsilio, spiegando che la comunicazione è arrivata il 29 maggio, un venerdì a ridosso di un lungo ponte festivo, e che gli uffici comunali hanno preso in carico la pratica al rientro. Ma, secondo il sindaco, il nodo della questione non è rappresentato dai pochi giorni trascorsi tra la ricezione della nota e la risposta dell’ente.

“La colpa non deve essere di nessuno – ha dichiarato – ma gli atteggiamenti istituzionali dovrebbero essere improntati alla collaborazione. Non possiamo diventare ogni volta il capro espiatorio di situazioni che hanno origini ben più lontane”.

Ferrara sostiene infatti che il vero problema riguardi i tempi complessivi della procedura. Il passaggio dalla prima fase emergenziale a quella della ricostruzione sarebbe stato formalizzato dal Governo nel giugno 2025, mentre la prima riunione della cabina di regia si sarebbe svolta soltanto il 17 aprile 2026.

“Si cerca di fare polemica per quattro giorni di ritardo nella nostra risposta – afferma il sindaco – ma si dimenticano nove mesi di silenzio. La prima riunione della cabina di regia è avvenuta nove mesi dopo il riconoscimento della struttura commissariale”.

Nel corso dell’intervento, Ferrara ha ricordato anche il disagio vissuto dalle famiglie coinvolte dall’emergenza. “Abbiamo ricevuto centinaia e centinaia di telefonate da parte di persone e famiglie stremate. Sono cittadini che aspettano da mesi il contributo per il disagio abitativo e che si rivolgono al Comune perché cercano risposte”.

Secondo i dati forniti dall’amministrazione comunale, sono 82 le famiglie interessate dalla misura, per un totale di circa 190 persone che attendono ancora l’erogazione dei sostegni economici.

Il sindaco respinge quindi ogni tentativo di attribuire al Comune la responsabilità dei ritardi accumulati nella vicenda e invita tutte le istituzioni a concentrarsi sulle soluzioni. “Adesso dobbiamo rimboccarci le maniche e agire per il bene dei cittadini che sono stati travolti da un’emergenza e non possono essere ulteriormente penalizzati da polemiche e rimpalli di responsabilità”.

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