Al Teatro Marrucino la cerimonia finale “Premio Marrucino 2026” conclude la nona edizione della Rassegna di Teatro Amatoriale

Si è chiusa in un Teatro Marrucino gremito la nona edizione della Rassegna di Teatro Amatoriale “Premio Marrucino 2026”, promossa dalla Deputazione Teatrale Teatro Marrucino in collaborazione con F.I.T.A. Abruzzo – Federazione Italiana del Teatro e delle Arti. La cerimonia conclusiva, andata in scena sabato 23 maggio, ha celebrato una manifestazione che anche quest’anno ha registrato un importante successo di pubblico e critica. Sul palco dello storico teatro teatino si sono ritrovate tutte le otto compagnie partecipanti, provenienti non solo dall’Abruzzo ma anche da Lazio e Campania, protagoniste di una rassegna particolarmente ricca e variegata per proposte artistiche e qualità degli spettacoli.

A condurre la serata è stata Ambra Porreca, che ha aperto l’evento ringraziando l’Amministrazione Comunale di Chieti, il Presidente della Deputazione Teatrale Teatro Marrucino, Ing. Giustino Angeloni, il Direttore Amministrativo Dott. Cesare Di Martino, i componenti del Consiglio d’Amministrazione e il presidente F.I.T.A. Abruzzo e Direttore Artistico della rassegna Antonio Potere. Nel corso della serata sono state inoltre consegnate targhe d’eccellenza al Presidente Giustino Angeloni, al Direttore Amministrativo Cesare Di Martino, al Direttore Artistico del teatro M° Giuliano Mazzoccante, al M° Davide Cavuti, Direttore Artistico della prosa, e al giornalista del quotidiano “Il Centro” Roberto Rendine. Presentata anche la giuria tecnica del premio, presieduta dal Professor Massimo Pasqualone e composta da Alessandra Melideo, Angela Rossi, Melody Di Paolo, Alberto Cremonese, Manlio Cocco e Stefano Maria Simone, chiamata nel corso della rassegna a valutare gli spettacoli nelle diverse categorie in concorso.

Numerosi i riconoscimenti assegnati durante la serata finale. Il premio per il miglior attore caratterista è andato ad Antonio La Manna della compagnia “Camomilla a colazione” di Visciano, mentre Anna Maria Ginestra della compagnia “Atriana” di Atri ha conquistato il titolo di migliore attrice caratterista. A Dante Fortuna della compagnia “Atriana” è stato assegnato il premio come migliore attore non protagonista, mentre Laura Miccoli della compagnia “Maramè” di Francavilla al Mare ha ottenuto quello per la migliore attrice non protagonista. Per le interpretazioni principali, il riconoscimento di migliore attore protagonista è stato conferito a Luciano Fontana della compagnia “Teatro Nuovo” di Valmontone, mentre Anna Bartoli della compagnia “I giovani amici del teatro” di Pescara ha ricevuto il premio di migliore attrice protagonista. Il premio per il migliore allestimento scenografico è stato assegnato alla compagnia “Lu Passatempe” di Penne, mentre la compagnia “Li nipute di Tatone” di Chieti si è aggiudicata il riconoscimento per la migliore ricerca linguistica, dedicato a Raffaele Fraticelli.

A Felice D’Onofrio della compagnia “Camomilla a colazione” di Visciano è andato il premio per la migliore regia, dedicato a Carmela Caiano. La stessa compagnia campana ha infine conquistato il riconoscimento più prestigioso della rassegna, quello di migliore compagnia del “Premio Marrucino 2026”. Grande partecipazione anche da parte del pubblico, protagonista attraverso la giuria popolare composta dagli spettatori abbonati alla rassegna. Il “Premio Marrucino 2025” della giuria popolare è stato assegnato alla compagnia “Atriana” di Atri, particolarmente apprezzata nel corso della manifestazione.

La serata si è conclusa con lo spettacolo “Chi tante ne fa… une n’aspette”, interpretato dalla storica compagnia teatina “I Marrucini” e scritto e diretto da Antonio Potere. Protagonista Mario, un marito e padre di famiglia sempre malato e pieno di dolori… o almeno così lui dice! La sua ipocondria lo rende “schiavo” di medicine e consulti sanitari, affidandosi per qualunque cosa al fidato medico Felice che lo consiglia e lo assiste. Ma dal suo dottore arriva anche la notizia che non avrebbe mai sperato: forse può maritare la sua bella figlia Bicetta al cugino di Felice, non più giovane ma medico e fonte di un sicuro sostegno per il futuro suocero. Mario è entusiasta, ma non ha fatto i conti con la moglie Addolorata che vorrebbe maritare anche la sua figlia di primo letto Angelica, e soprattutto con Bicetta che è segretamente innamorata del giovane Cecchino, il quale non accetterà facilmente la perdita della sua amata…

La commedia messa in scena dai Marrucini è un delizioso e frizzante spaccato degli anni ’60 teatini, nel quale la famiglia tradizionale un po’ allargata, grazie ai figli di primo letto di entrambi i coniugi, è permeata da amore e interessi personali, nei quali solo il proprio “sangue” conta veramente. Mario, interessato ad avere tutto il sostegno necessario per portare avanti la sua dipendenza dalle medicine, non si fa problemi a promettere la giovane figlia ad un uomo molto più grande di lei, ignorandone i veri sentimenti nonché anche la presenza della “figliastra”, della quale dovrebbe ugualmente aver cura. La leggerezza ed ironia con la quale Antonio Potere descrive l’umanità in tutte le sue storture, mettendo in luce tuttavia la forza dei veri sentimenti e dell’amore familiare, ha conquistato il pubblico entusiasta, grazie al talento e alla coesione degli attori della compagnia Pasquale Acconciamessa, Concetta Giovannucci, Ambra Porreca, Manlio Cocco, Vittorio Pensa, Anna Di Felice, Stefano Maria Simone, Gianfranco Panara e Carmelina D’Orazio, in una serata memorabile che ha rappresentato la perfetta conclusione di una rassegna ormai affermatasi come uno degli appuntamenti culturali più attesi del panorama teatrale abruzzese. Un’edizione che ha saputo distinguersi ancora una volta per l’elevata qualità degli spettacoli proposti, per la crescente partecipazione di pubblico e per la capacità di valorizzare il teatro amatoriale come autentica espressione di passione, talento e condivisione culturale, confermando il teatro Marrucino quale importante punto d’incontro tra tradizione e innovazione, e simbolo della vitalità artistica e sociale del territorio.

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