Il jazz incontra la musica classica sul palco di Palazzo Sirena: ecco Jazzification

A Francavilla al Mare la nuova, riuscita, sperimentazione firmata Identità Musicali

C’è una realtà, a Francavilla al Mare, fatta di giovani che amano la musica in tutte le sue forme e che sanno presentarla al grande pubblico con passione e originalità.
Identità Musicali è nata dalla visione e l’impulso di Alfredo Bruno e ha già dato prova, negli anni, dell’impatto che è in grado di imprimere sulla scena abruzzese e non solo.
Tra gli obiettivi dichiarati, quello di avvicinare il grande pubblico e lo spettatore giovane in particolare al mondo della musica classica, permettendogli di scoprire un risvolto giocoso, moderno e anticonvenzionale dei grandi classici.
È in questo solco che si inserisce Jazzification, contaminazione tra classica e jazz che ha stregato Palazzo Sirena nella serata di venerdì 24 aprile 2026.
Così racconta il concerto Alfredo Bruno: “Jazzification nasce innanzitutto da un incontro: l’incontro con Giulio Gentile, che è avvenuto due anni fa, nel luglio del 2024, in occasione della realizzazione di uno spettacolo della serie Collisioni in teatro. In quell’occasione, Giulio aveva realizzato da zero degli arrangiamenti per pianoforte solo di alcuni classici di Franco Battiato. Venendo a conoscenza della qualità della sua scrittura musicale, dopo aver riportato a teatro altre tre volte quello spettacolo, nell’estate del 2025 ci siamo ritrovati a parlare della sua musica e della sua opera di compositore jazz. Lui mi ha inviato alcuni dei suoi brani originali, che aveva appena finito di scrivere per una formazione classica, un quartetto d’archi, trio jazz e voce. Vedendo la bellezza di quello che Giulio aveva scritto, il desiderio è diventato immediatamente quello di trasformare queste creazioni innanzitutto in qualcosa che fosse ancora più ambizioso per noi tutti e quindi una scrittura per orchestra da camera, portarli in scena e far sì che questo spettacolo avesse particolarmente senso per il DNA della nostra orchestra, che è comunque un’orchestra classica. Ragionando insieme su altre sperimentazioni che Giulio aveva già fatto su musiche di Ravel, abbiamo capito che la cosa migliore poteva essere quella di scegliere tanti brani classici quanti erano i nuovi brani inediti di Giulio che volevamo portare in scena. Abbiamo scelto brani che provengono dai quattro secoli della musica classica: per il Seicento c’è Monteverdi, per il Settecento c’è Vivaldi, per l’Ottocento c’è Dvorak e per il Novecento c’è Ravel. Ognuno di questi compositori è rappresentato da un pezzo e la bellezza, nel creare questo concerto, è stata questa: la scrittura di Giulio ha dato una revisione in chiave jazz a questi grandi classici. Il fatto di doversi confrontare con un’orchestra classica ha dato un tocco di classicità agli originali di Giulio. Proprio per questo abbiamo scelto il titolo Jazzification e l’immagine dell’onda per rappresentare uno scambio reciproco, creativo e arricchente tra i due repertori. Tutto questo è in scena sul palcoscenico del Teatro Sirena di Francavilla al Mare, rappresentando ancora di più questa stessa contaminazione fra generi perché eseguito da un trio jazz con cantante ma anche da orchestra con direttore. Questa è una nostra idea di come si può approcciare, oggi, la creatività: personalmente ci tengo moltissimo a precisare che è tutto originale e scritto da Giulio. L’obiettivo è anche quello di dare uno spazio alle nuove voci del panorama abruzzese e della musica veramente contemporanea. Ed è anche un’altra delle sfide che la nostra orchestra ci teneva ad affrontare perché, cimentandosi con sfide che la portano fuori dal suo genere abituale, si scolpisce sempre più distintamente quale vuole essere l’identità dell’orchestra quando poi approccia i classici in una maniera più pura”.
Gli fa eco Giulio Gentile, autore delle musiche e degli arrangiamenti originali:
“È nato tutto un po’ per caso, da un po’ di tempo avevo iniziato a scrivere e arrangiare musica, aggiungendo al solito quartetto jazz un quartetto d’archi. Da lì ho cominciato a scrivere brani miei con questo organico e, dopo essermi confrontato con Alfredo, abbiamo ideato insieme Jazzification. Avevo già qualche prima idea di brani di musica classica riarrangiati in chiave jazzistica. Abbiamo così ideato insieme un repertorio che prendesse vari compositori, in modo da coinvolgere approcci compositivi diversi: per la maggior parte, comunque, del brano originale viene conservata la melodia però dal punto di vista armonico e ritmico li ho lavorati molto, diventando più vicini a un tipo di approccio tipico del jazz contemporaneo. Questo progetto è un po’ quello che avrei sempre voluto fare da quando ho iniziato a studiare musica: ho sempre immaginato di voler dare un respiro più ampio alla musica che scrivevo, coinvolgendo un organico molto più esteso. Per quanto mi riguarda, è un piccolo sogno che finalmente si avvera. E questo tutto grazie ad Alfredo: grande musicista, grande amico e persona incredibile. Sono molto grato a lui e a Identità Musicali per avermi permesso di far diventare questa visione un vero e proprio concerto”.
Ed è stata una vera ondata di emozioni quella che ha travolto il pubblico, numerosissimo, di Palazzo Sirena. Le musiche create e arrangiate da Giulio Gentile hanno preso vita grazie alla sinergia inedita tra il Giulio Gentile Trio con Emanuela Di Benedetto alla voce e l’Ensemble Baccano, risultando in un ascolto complesso, intrigante e affascinante. Due mondi, il jazz e la classica, solitamente lontani eppure in questa occasioni hanno saputo coniugarsi e dare vita a qualcosa di unico, un’emozione difficilmente ripetibile, un viaggio nella musica articolato e arricchente.
A far vivere sul palco queste inedite suggestioni musicali, oltre al pianista e compositore Giulio Gentile, i componenti del Giulio Gentile Trio: Pietro Pancella al contrabbasso e Michele Santoleri alla batteria, accompagnati dalla voce vibrante, intensa ed emozionante di Emanuela Di Benedetto.
Per la parte orchestrale, il sempre impeccabile Ensemble Baccano, diretto da Marco Battigelli e composto per l’occasione dal flauto di Fulvio Ferrara, dall’oboe di Nick Di Giovanni, dal clarinetto di Andrea Gialluca, dal fagotto di Filippo Piagnani, dalle percussioni di Leonardo Di Meo, dal violini primi Federico Di Luciano, Margherita Palmieri, Emily Zattini, Francesca Di Meco, dai violini secondi Emanuele Pio Piga, Enza Rendina, Francesca Rienzi, dalle viole Paolo Capanna e Laura Bemporad e dai violoncelli Mehdi Chbary e Daniela Golia.
Una serata da tutto esaurito in cui la musica, senza cancellare le differenze, ha saputo unirle, mescolarle e creare qualcosa di nuovo e magico. E che ci fa sperare di poter assistere più spesso a sperimentazioni del genere.

Claudia Falcone

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