Centri sociali comunali a Chieti, Di Gregorio: “Un regolamento atteso da 18 anni per costruire una nuova idea di città”

Pubblichiamo di seguito il comunicato dell’assessore di Chieti con delega ai Centri Sociali del Comune di Chieti, Marco Di Gregorio (nella foto).

La Giunta Comunale di Chieti, nella seduta del 23 marzo 2026, ha dato il via libera alla proposta di deliberazione, da me avanzata in qualità di Assessore con delega ai Centri Sociali, riguardante il nuovo Regolamento per la gestione dei Centri Sociali e Intergenerazionali. Il testo passa ora al vaglio della Commissione competente per poi approdare in Consiglio Comunale per l’approvazione definitiva.
Il nuovo regolamento era atteso da 18 anni e rappresenta oggi una base solida, aggiornata e funzionale, di cui potrà avvalersi la prossima amministrazione comunale per garantire una gestione più efficace e moderna delle strutture esistenti.
Si tratta di un passaggio importante, che va ben oltre l’aspetto amministrativo: è la dimostrazione che un modello diverso di città è possibile e può diventare realtà concreta. Questo risultato nasce da un lavoro serio e condiviso, avviato dall’assessora Mara Maretti durante la sua esperienza in giunta, che ha l’obiettivo di superare una visione residuale dei centri sociali e trasformarli in veri presidi di comunità: spazi aperti, inclusivi, capaci di mettere in relazione generazioni diverse e di costruire forme di welfare di prossimità nei quartieri. Un ringraziamento doveroso va anche agli Uffici del Settore competente per la proficua collaborazione e l’impegno profuso nonostante le oggettive difficoltà del periodo. Consegniamo alla città uno strumento moderno, capace di rispondere alle esigenze di tutte le generazioni.
Con questo regolamento vogliamo avviare un percorso che restituisca centralità ai territori e alle persone. I centri sociali non dovranno più essere luoghi marginali, ma è necessario che si trasformino in punti di riferimento per la vita sociale della città.
Questa impostazione è pienamente coerente con una visione più ampia di sviluppo urbano e sociale. I centri riformati rappresenteranno infatti la base su cui costruire una rete di hub di comunità multi-età, capaci di offrire servizi, occasioni di incontro e partecipazione. Non parliamo di un progetto astratto, ma di un percorso concreto che riguarda i quartieri, dove è possibile rafforzare una rete diffusa di relazioni e servizi.
In questa direzione sarà fondamentale dare continuità consolidando e sviluppando ulteriormente questo modello e investendo con decisione sulle comunità e sul ruolo dei quartieri nella vita della città.

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