L’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara è tra i protagonisti di SPARC, un progetto internazionale di ricerca che punta a chiarire come l’aspirina possa contribuire alla prevenzione del cancro. L’iniziativa è guidata dall’University College London (UCL) sotto la direzione della professoressa Ruth Langley ed è finanziata da Cancer Research UK con un grant di 2.768.059 euro per una durata di cinque anni.
Per l’ateneo abruzzese il progetto è coordinato dalla professoressa Paola Patrignani, docente di Farmacologia nel Dipartimento di Neuroscienze, Imaging e Scienze Cliniche e ricercatrice nei laboratori del CAST (Center for Advanced Studies and Technology), che ricopre il ruolo di principal investigator dell’unità di ricerca della “d’Annunzio”.
SPARC riunisce un team internazionale e multidisciplinare composto da farmacologi, genetisti, clinici e biologi molecolari con l’obiettivo di rispondere a un quesito centrale della ricerca biomedica: come utilizzare l’aspirina nel modo più efficace per prevenire il cancro.
«Siamo molto entusiasti di questa nuova collaborazione – spiega Ruth Langley –. Oltre a studiare i meccanismi d’azione del farmaco, stiamo raccogliendo dati da studi clinici in tutto il mondo su pazienti che assumono aspirina dopo la diagnosi di cancro». La studiosa sottolinea tuttavia che sono necessari ulteriori approfondimenti per comprendere pienamente il rapporto tra attivazione piastrinica e prevenzione oncologica. «L’aspirina aumenta il rischio di sanguinamento e non dovrebbe essere assunta regolarmente senza il parere di un professionista sanitario».
Nel progetto è previsto anche il coinvolgimento diretto dei pazienti attraverso il modello di Patient and Public Involvement (PPI). «Ricerche come questa – osserva Charlotte Avery, partner PPI – offrono rassicurazioni sul fatto che si stiano esplorando nuove strategie preventive. Lo studio SPARC potrebbe contribuire a individuare un approccio semplice e accessibile alla prevenzione del cancro».
Per la professoressa Patrignani, la chiave del progetto risiede nella collaborazione tra competenze diverse: «SPARC rappresenta uno sforzo scientifico interdisciplinare che coinvolge clinici, genetisti, immunologi, biologi molecolari e farmacologi. È proprio questa integrazione di competenze che potrà portare a risultati significativi».
«Sono profondamente orgogliosa – conclude Patrignani – che l’Università “Gabriele d’Annunzio” sia in prima linea in un impegno internazionale volto a contrastare il cancro, una malattia che continua a registrare un’elevata incidenza e mortalità a livello globale».

