Hanno tentato di raggirare una donna di 76 anni con la ormai nota tecnica del “finto parente in difficoltà”, ma il piano è fallito grazie alla prontezza della vittima e al tempestivo intervento dei carabinieri. Due giovani, di 19 e 26 anni, originari della provincia di Napoli, sono stati arrestati in flagranza in un piccolo centro della provincia di Chieti con l’accusa di truffa aggravata.
Il copione era studiato nei dettagli. La donna è stata prima contattata telefonicamente da uno dei due, che si è spacciato per il nipote coinvolto in un grave incidente stradale. Poco dopo è arrivata la seconda chiamata: questa volta l’interlocutore si è presentato come maresciallo dei carabinieri, prospettando l’arresto imminente del familiare e indicando una via d’uscita, il pagamento di 5mila euro per evitare conseguenze giudiziarie. Ma qualcosa non ha convinto la 76enne, che ha intuito il raggiro e ha immediatamente allertato i carabinieri che, quando sono arrivati sul posto, hanno sorpreso i due giovani subito dopo la consegna del denaro e dei preziosi: 4.150 euro in contanti, oltre a un orologio, una collana e un anello d’oro.
Per il 26enne sono scattate subito le manette. Il 19enne, invece, ha tentato la fuga in auto ed è stato bloccato solo al termine di un inseguimento; nei suoi confronti è stata contestata anche la resistenza a pubblico ufficiale. Nel pomeriggio, il giudice del Tribunale di Chieti, Marzia Savini, ha disposto per entrambi la misura dell’obbligo di dimora.
