Pubblichiamo di seguito il comunicato dell’ex consigliere regionale Mauro Febbo.
Prendo atto delle precisazioni da parte di rappresentanti dell’Amministrazione Comunale, che però rafforzano e avallano ⁹le mie contestazioni. Si parla di lavori pubblici per Rigenerazione urbana nel più ampio progetto di Corso Tibutina, strano però che si va dalla Stazione a Viale B. Croce, non coinvolge Viale Abruzzo e Via Colonetta. Quindi un progetto di riqualificazione a “macchia di leopardo”, in totale disomogeneita’ nell’arredo urbano. Ricordo, magari a qualche Amministratore di farsi una passeggiata, per verificare che anche al viale Abruzzo e via Colonnetta c’è la betonella, quindi facciamo arredo urbano Arlecchino ??? Come ho già scritto peraltro si distruggono centinaia e centinaia di mq di marciapiedi (in ambo i lati) perfettamente tenuti in betonella per sostituire solo 9 lampioni, del tutto autonomi perché tutti dotati di “pozzetto” di allaccio ??? E perché solo in viale B. Croce e non Viale Abruzzo e via Colonnetta. Ma ciò che “grida vendetta” e che vogliono riqualficare per far diventare “corso” ma poi basta girare l’angolo e troviamo il dissesto più assoluto tra marcipiedi e rete stradale fatiscenti e voragini, con tombini otturati (cementificati) perché nessun amministratore vede e chiama il concessionario per chiedere il rispetto del capitolo, peraltro a “costo zero”, come mi ha insegnato Nicola Cucullo. Nelle “precisazioni” che qualcuno mi ha rivolto non una parola di ciò che si sta perpretando in via Piaggio, dove in piena zona industriale caratterizzata dal passaggio di centinaia di Tir e migliaia di autovetture giornaliere si vuol realizzare una pista ciclabile. Fruita da chi ??? Dopo gli interventi di autorevoli imprenditori e lo “scaricarabile” di responsabilità trai i vari Assessori si ferma tutto, si cambia progetto. Pista ciclabile che occupa solo marciapiede. Quindi i pedoni dove andranno, i lavoratori come faranno a raggiungere il posto di lavoro, le migliaia di candidati nei concorsi come raggiungeranno la sede. A questo aggiungiamo che per realizzare la pista hanno “ristretto” la carreggiata del cavalcavia ex Teletra creando un imbuto che sta alimentanto file (e smog) indescrivibili ed indecenti, altro che allerire il traffico. Ribadisco che questo è sperpero, dimostra incapacità amministrativa e tanta sciatteria da parte di chi in questi anni ha lavorato solo l’apparire.
