La progressiva scomparsa dei piccoli negozi e delle botteghe di prossimità continua a incidere profondamente sul tessuto economico e sociale dell’Abruzzo. Un fenomeno che procede di pari passo con la desertificazione dei centri storici e lo spopolamento delle aree interne. A lanciare l’allarme è Angelo Radica, presidente di ALI Abruzzo, che invita la Regione a tornare a investire sui centri commerciali naturali.
«La Regione Abruzzo riproponga il bando sui centri commerciali naturali, già attivato e finanziato in precedenza, aumentandone la dotazione», afferma Radica commentando l’indagine di Confesercenti sul commercio in Italia e in Abruzzo. Dall’approfondimento emerge infatti una crescita costante della grande distribuzione e degli esercizi di ampia superficie, a discapito del commercio di vicinato.
I centri commerciali naturali rappresentano un’alternativa concreta ai grandi poli commerciali: si tratta di reti di negozi e botteghe inserite nei contesti urbani, capaci di valorizzare le specificità locali e mantenere vivi i centri cittadini. «Il bando sui centri commerciali naturali potrebbe rientrare in un ventaglio di provvedimenti utili a favorire la coesione territoriale e a contrastare l’abbandono delle aree più fragili», sottolinea il presidente di ALI Abruzzo. «Servono strumenti che tutelino la peculiarità degli esercizi commerciali di prossimità».
Secondo Radica, un’azione di questo tipo dovrebbe rientrare tra le priorità dell’agenda politica regionale. «Dovrebbe essere una direttrice chiara dell’azione del Consiglio regionale», conclude, «soprattutto in una fase in cui maggioranza e Giunta sono impegnate nel confronto sul programma dei prossimi mesi».
