Acqua che manca, acqua che distrugge. Non è un verso poetico, ma la fotografia di una delle criticità più gravi che attraversano oggi l’Abruzzo: la carenza idrica e il dissesto idrogeologico, in particolare nel territorio teatino. Temi centrali e tutt’altro che emergenziali, perché – come sottolineano gli organizzatori – si tratta di problemi strutturali, radicati e urgenti.
Di questi argomenti si discuterà mercoledì 28 gennaio, a partire dalle ore 17, nel corso della conferenza pubblica “Una gestione sostenibile delle acque in Abruzzo e la situazione idrogeologica teatina”, promossa dalla sezione di Chieti di Italia Nostra con la collaborazione dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara.
Per motivi logistici, l’incontro è stato spostato nella sala conferenze del settecentesco Palazzetto dei Veneziani, in Largo Teatro Vecchio, nel cuore del centro storico di Chieti, a pochi passi da corso Marrucino, grazie alla disponibilità del Dipartimento di Farmacia dell’Ateneo.
L’appuntamento arriva in un momento particolarmente significativo: anticipa infatti di un solo giorno la missione in Abruzzo della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico, attesa a Chieti il 29 gennaio con un focus specifico sul quartiere Santa Maria, una delle aree più esposte.
Ad aprire i lavori sarà Domenico “Mimmo” Valente, presidente della sezione teatina di Italia Nostra. Interverranno Giovanni Damiani, biologo e docente di Ecologia delle acque all’Università della Tuscia, Fabio Colantonio, dottore di ricerca in Geofisica applicata, e Luigi Di Loreto, avvocato e presidente dell’Ersi Abruzzo (Ente regionale per il servizio idrico). Porteranno il loro contributo anche i docenti della “d’Annunzio” Giustino Orlando, Claudio Ferrante e Luigi Menghini, in rappresentanza del Dipartimento di Farmacia e dell’Orto Botanico “Giardino dei Semplici”. Le conclusioni saranno affidate al sindaco di Chieti, Diego Ferrara. A moderare l’incontro sarà il giornalista Lorenzo Colantonio.
I numeri che fanno da sfondo al dibattito sono allarmanti. Chieti è il comune capoluogo abruzzese più esposto al rischio frane: secondo dati Ispra elaborati da Abruzzo Openpolis, il 10,7% degli edifici, il 6,86% delle industrie e il 15,41% dei beni culturali ricadono in aree a pericolosità elevata e molto elevata (P3 e P4).
Sul fronte idrico, l’Abruzzo registra una delle peggiori performance nazionali in termini di dispersione dell’acqua potabile: oltre il 62% dell’acqua immessa in rete viene dispersa, con un picco negativo proprio in provincia di Chieti. I dati Istat 2022 indicano una dispersione del 70,4% a Chieti, contro il 27,9% di Teramo, a fronte di una media nazionale del 42,4%. La regione è seconda in Italia solo alla Basilicata, mentre Chieti occupa il secondo posto tra i capoluoghi, subito dopo Potenza.
A pesare sono anche le ricadute economiche: nel 2024 la spesa media per la bolletta idrica delle famiglie abruzzesi ha raggiunto i 482 euro, con un aumento dell’8,5% rispetto al 2023, il più alto insieme a quello dell’Emilia-Romagna (fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio prezzi e tariffe, marzo 2025).
L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno di Italia Nostra, associazione culturale senza fini di lucro fondata nel 1955, che opera come ente del Terzo Settore per la tutela, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano, promuovendo la salvaguardia del territorio contro il degrado e la speculazione.
L’incontro è aperto al pubblico. Gli organizzatori invitano cittadini, istituzioni e organi di informazione a partecipare e a diffondere il comunicato e la locandina dell’evento, data l’importanza e l’attualità dei temi in discussione.
