Franco Zappacosta
Ricorre oggi il XII anniversario della scomparsa di Marino Solfanelli (17/9/1925-26/1/2014). È stato soprattutto giornalista ed editore, ma anche altri e diversi sono stati gli interessi coltivati. Sempre con forte portato innovativo.
A uno stipendio fisso, però, non si può mai rinunciare, specie quando si avviano iniziative nuove e anche rischiose dal punto di vista imprenditoriale. Perciò Marino non lasciò mai il suo impiego in Amministrazione Provinciale (piccolo ufficio al Palazzo Croce in Piazza G. B. Vico).
Lo incrociai per la prima volta alla fine degli Anni 50 (o forse poco oltre) in una “befana” dei dipendenti del Banco di Napoli, festa organizzata dal direttore della Filiale teatina, Mazza, della quale era ospite invitato come corrispondente de Il Tempo al pari di Guido Polidoro, corrispondente de il Messaggero (allora nella vita cittadina erano figure di un certo prestigio).
In seguito lo conobbi nell’estate del 1963 quando misi piede nella Redazione de Il Tempo la cui sede era al 2° piano del Palazzo Sanità di Toppi in Corso Marrucino (portone lato ingresso Corso Cinema). Come titolare dell’Ufficio di Chieti, Marino era molto stimato dal direttore (e fondatore) del quotidiano romano di Palazzo Wedekind in Piazza Colonna, il senatore Renato Angiolillo, e dal potente responsabile della Redazione Province del giornale, Annunziato Ratiglia.
Da quell’agosto del ’63 la frequentazione fu quotidiana e durò a lungo. Venni considerato una sorta di giovane allievo prediletto e quando per vicende varie restò solo, chi scrive gli rimase devotamente vicino.
Tuttavia, secondo noi, il meglio in campo pubblicistico Marino lo diede nella direzione dell’agenzia “AbruzzoPress”, da lui fondata, dove ancora oggi sono rintracciabili editoriali che sono esempio di grande giornalismo. Da editore fu tra i primi a credere nelle opere di Tolkien e puntò, stupendo molti, su un nome piuttosto nuovo come quello di Donatello DOrazio.
In politica, uomo fieramente di destra, fu coerente come pochi.
Il figlio Marco ne ha preso il testimone per logica staffetta generazionale nell’ambito dell’attività editoriale. Con indubbio successo.
Ricordiamo Marino con grande affetto.
